IL FATTO

Cava de' Tirreni, castello abbandonato: sospesa la gara

Si allontana la data per la messa in sicurezza di Sant’Adiutore dopo i danni, i furti e gli anni di incuria

CAVA DE’ TIRRENI - Crisi sanitaria, slitta la riqualificazione del castello di Sant’Adiutore: rinviato a data da destinarsi l’intervento tra i più attesi dai cittadini cavesi per rimettere in sesto il monumento più rappresentativo della città. Gli uffici tecnici di Palazzo di Città hanno infatti disposto la sospensione delle procedure di appalto e relativa gara per l’affidamento dei lavori a causa delle attuali circostanze di emergenza e le conseguenti disposizioni ministeriali e regionali. «In considerazione della situazione epidemiologica in atto – si legge nell’avviso di sospensione dei termini del bando di gara – tenuto conto della situazione venutasi a determinare con la sospensione delle attività e la limitazione degli spostamenti dei cittadini, viste anche le richieste pervenute in tal senso da operatori economici, il Responsabile Unico del Progetto ha disposto la sospensione dei termini di scadenza per la presentazione delle offerte. La decorrenza dei termini riprendere a seguito di specifica comunicazione successiva alla cessazione della situazione d’emergenza ». Il bando era partito lo scorso 11 febbraio, con un finanziamento regionale di 2 milioni e 186 mila euro (nell’ambito degli stanziamenti per il Programma di Interventi Città Sostenibile – PICS), e la scadenza per la presentazione per le offerte era fissata proprio per la giornata di ieri visto che l’azione era considerata “improrogabile” per le condizioni in cui versa la rocca. Il bastione, infatti, è segnato da anni di incuria, intemperie, cedimenti e atti vandalici che hanno peggiorato la situazione intorno a uno dei “gioielli” della città metelliana.

Da tempo, i cittadini e i cultori della storia locale rivolgono appelli a Palazzo di Città affinché si intervenga. Nel corso degli anni, nonostante qualche piccolo ritocco architettonico, il castello è stato preda di saccheggi - come il furto dell’antica campana, recentemente sostituita grazie alla beneficenza di alcune famiglie locali - e atti vandalici anche ai danni del parco con la distruzione della panchine che cingono i sentieri. C’era stato poi il cedimento di alcune pietre esterne e la successiva interdizione della struttura per motivi di sicurezza. Insomma un lento declino che, a quanto pare, sarà a breve fermato. L’idea è quella utilizzare i fondi regionali per rendere accessibile e fruibile la struttura, magari affidandone la gestione a terzi, per permettere a turisti e curiosi di visitare il parco, le antiche mura e il maniero stesso con percorsi guidati, cartellonistica e guide esperte che spieghino all’utenza la storia e l’importanza di quella costruzione che sorveglia la città dall’omonimo monte.

Ma per ora il progetto resta bloccato nonostante il Comune avesse dato nei mesi scorsi un’accelerata alle procedure con l’obiettivo di riuscire a mettere mano ai cantieri nell’anno in corso e restituire così la struttura rinnovata e restaurata alla città per il prossimo anno. Considerata la sospensione delle procedure, però, attualmente tutto resta in standby in attesa che, superata l’emergenza, la gara possa riprendere. La delusione è grande sia per i politici che per il mondo della cultura metelliano che speravano di aver superato tutti gli ostacoli burocratici.

Giuseppe Ferrara