LA BEFFA

Cava de' Tirreni, Arianna: un nuovo appello alla Regione

I genitori della 15enne tetraplegica scrivono al governatore per un sostegno economico in attesa della fine del processo

CAVA DE' TIRRENI - Non ci sono i presupposti per un transazione conciliatoria stragiudiziale: si fa più critica la situazione della giovane Arianna Manzo , la 15enne cavese che - a pochi mesi dalla nascita - è rimasta tetraplegica, sorda e ipovedente a causa delle cure eccessive a cui era stata sottoposta dai medici dell’azienda ospedaliera “Antonio Cardarelli” di Napoli. I genitori della piccola, già impegnati in una dura ed estenuante battaglia legale contro i vertici dell’ospedale partenopeo, avevano riposto le loro speranze in una proposta di transazione di cui si era fatto garante il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca .

Ma a quanto pare tutto è sfumato nonostante il presidente della giunta regionale avesse promesso entro la fine di luglio che alla famiglia sarebbe stato riconosciuto il risarcimento di 3 milioni di euro che i giudici avevano quantificato all’esito della sentenza di primo grado. È quanto si apprende dall’ultima lettera, l’ennesima, che Eugenio Manzo e Matilde Memoli - genitori di Arianna - hanno fatto recapitare all’attenzione di De Luca. «Con sincero rammarico - si legge nella missiva a firma dei coniugi Manzo - ci siamo rivolti nuovamente a De Luca nell’interesse di nostra figlia Arianna per la quale lo stesso governatore, in occasione dell’incontro tenutosi lo scorso 11 luglio a Palazzo Santa Lucia, ci aveva fornito esplicite garanzie circa la formalizzazione di un atto transattivo che avesse tenuto conto della sentenza di primo grado che aveva visto condannato l’ospedale “Cardarelli” al risarcimento in favore di nostra figlia. Eppure da allora, nonostante i reiterati solleciti, non abbiamo ricevuto, né direttamente né per tramite del nostro avvocato Mario Cicchetti , una risposta.

Contestualmente veniamo a sapere che il direttore sanitario del “Cardarelli”, la dottoressa Maria Maiorano , ha sostenuto che da parte dell’azienda c’è tutta la più ampia disponibilità a cercare di trovare un percorso che possa essere di sostegno nel momento in cui c’è stata, da parte della Corte d’Appello, la notifica della sospensione dell’esecutività della sentenza di primo grado e che la Regione ha già attivato un percorso pratico per poter dare un sostegno integrativo nell’ambito delle politiche sociali per la famiglia e per la piccola. I rappresentanti dell’ufficio legale della Regione hanno dichiarato che manca una base per l’accordo transattivo e che noi ci saremmo rifiutati di accettare ogni forma di supporto ulteriore». Alla luce di tali riscontri, i genitori di Arianna si sono rivolti nuovamente a De Luca per avere maggiore chiarezza in merito alla «forma di supporto ulteriore».

Giuseppe Ferrara