Casa dell’accoglienza negata da 10 anni 

La Caritas attende ancora il via libera dal Comune: l’area individuata al rione Petrosino. Don Marco: «Non ci fermeranno»

Dieci anni trascorsi invano, con l’acclarata disaffezione alla carità verso chi soffre. Salerno è una città con un numero di poveri e senza fissa dimora sempre in aumento. E le promesse dell’Amministrazione comunale alla Caritas diocesana per un suolo dove realizzare una Casa dell’accoglienza con fondi non pubblici, continuano a restare tali.
Nessuna posa della prima pietra dal lontano marzo 2009, quando venne concessa alla Caritas un’area in località Picarielli, a Torrione, con delibera di Consiglio Comunale e congiuntamente l’impegno della struttura facente capo alla Curia di via Roberto il Guiscardo a realizzare a proprie spese la struttura in diritto di superficie novantennale, fino ad oggi dopo che nel dicembre del 2017 ai più sembrò un gran regalo natalizio l’indicazione al rione Petrosino della nuova area per l’erigenda Casa dell’accoglienza.
«Abbiamo avuto innumerevoli confronti con i rappresentanti del Comune, pure con il sindaco Enzo Napoli, ma nulla di fatto. Eppure c’è tanto bisogno di venire concretamente incontro a quelle che sono esigenze primarie per assicurare un minimo di qualità dell’esistenza a tantissime persone le quali hanno difficoltà ogni giorno sia a mangiare che a trovare un letto dove dormire», spiega don Marco Russo che presiede la Caritas dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e che sul progetto della Casa di accoglienza “Madre Teresa di Calcutta” aveva finanche ottenuto l’adesione della Commissione episcopale italiana, di un istituto di credito nazionale, della Fondazione Giovanni Paolo II e di numerosi partner privati.
«Ci troviamo - aggiunge - in una situazione in cui, evidentemente, agli ostacoli di carattere burocratico vanno ad aggiugersene altri benchè si tratti di trovare la soluzione a una problematica, quella di assicurare pari dignità a tutti gli uomini, in cui non vi è assolutamente traccia sia di interessi privati oppure volontà di fare profitto». Ma il Consiglio comunale nell’ultimo anno non ha mai approvato il progetto della struttura polivalente in grado di ospitare fino a 64 senza fissa dimora grazie a posti letto, mensa, laboratori per attività formative, ambulatori, servizi igienici, parcheggi ed un centro di emergenza sanitaria operativo 24 ore su 24.
Da Palazzo di Città in questi mesi l’unica voce trapelata è che per realizzare l’opera nell’area individuata sarebbero necessarie le autorizzazioni di enti terzi. Come uscire dal tunnel dell’indifferenza che non offre sollievo a quanti nel capoluogo, molti salernitani e non altrettanti stranieri come al contrario in molti immaginano, vivono in povertà? «Noi non intendiamo di certo fermarci: ci auguriamo che anche l’arrivo del nuovo vescovo Andrea Bellandi possa aiutare a trovare uno spiraglio in grado di offrire sollievo a chi ha bisogno di aiuto».
«Come Caritas abbiamo in città alcune strutture di accoglienza ma appare chiaro che averne una nuova, accogliente e funzionale rappresenterebbe la soluzione idonea - sottolinea don Marco - Ma occorre buona volontà. Da parte nostra siamo sempre disponibili ad ascoltare per il bene comune».
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