Il manifesto apparso per le strade di Baronissi

LA CURIOSITA'

«Caro Antonio, ti lascio...» Manifesto di Anna: sei solo un amico

La frase che tutti gli innamorati temono di sentirsi dire appare sui manifesti affissi ieri nelle strade di Baronissi

Mettiamola così. Magari tra qualche giorno siscoprirà che sarà stata una trovata pubblicitaria. Una boutade pre-natalizia. Un giochino commerciale con la pretesa della viralità. Oggi ci piace pensare che invece Anna sia reale, una donna in carne e ossa,che abbia voluto salutare il suo ex (?) con un manifesto bianco-azzurro, apparso ieri per le strade di Baronissi, su cui campeggia la frase che nessuna persona innamorata vorrebbe mai sentirsi dire: “Mi spiace, ma ti vedo + come un amico”. Rimodulata in varie perifrasi, nella storia sentimentale di intere generazioni rappresenta il più classico dei benservito, con quel pizzico di affetto misto a egoismo per cui sì, non ti amo e te lo sottolineo forte e chiaro, ma in fondo, ti voglio un gran bene, dunque, “non perdiamoci di vista”. Non a caso i The Jackall ci hanno dedicato un video, lanciato sui social per San Valentino 2017 e subito diventato un tormentone: il povero Ciro, in procinto di baciare la sua bella sul divano, si vede allontanare dalla famigerata frase che, ossessivamente, gli verrà poi ribadita da una sconosciuta incontrata per caso in ascensore, dalla signora della frutta e verdura e perfino da sua madre,che si offre di consolarlo con “l’aperitivo che ci rende euforici”. Chissà che avrà pensato Antonio leggendo i manifesti con cui Anna si congeda, ma lo cerca, gli dice di non amarlo ma non vuole perderlo. Fuggendo e restando in quel gioco perverso che sa tanto della Signora magnetica al suo paziente di Percy Bishe Shelley. C’è un amore in sottotraccia, che trapela dal gesto e dalle parole, più del narcisismo esibizionista che ha spinto la signorina a dare alle stampe i suoi sentimenti. Si saranno amati? Si saranno smarriti come un anello in un prato, per dirla con Ivano Fossati? E si ritroveranno mai? Chi può dirlo.

Cara Anna, ti scriviamo per conto di Antonio. Ci piacerebbe dare vita a questo dialogo monco, a questo appello che forse resterà senza risposta, perduto nell’orgoglio ferito, sbiadito sulle pareti bagnate dalla pioggia, mentre la provincia si sbottona della sua pruderie per darvi la caccia e scovare gli sguardi e le mani che si sono intrecciate tra bar, gradinate e viali. Cara Anna, potresti essere un pò Rossana e scoprire, d’improvviso, che era lui l’uomo che impazziva per te, come Cirano, morente, che declama: “No, no, mio caro amore, io non vi ho mai amata (...) Ecco il destino mio, far da suggeritore e meritar l’oblio”. Perché poi, in fondo, cara Anna, l’amore che evapora e che tenti di riammagliare nelricordo di quei “momenti stupendi trascorsi insieme”,senza futuro, è un po’ l’eco del gobbo nella buca teatrale. Pazienza. E se tu, cara Anna, fossi l’icona dell’amour fou, come la splendida Gala che tenne stretto tra i denti il cuore di Paul Eluard? 272 lettere in 24 anni non si scrivono per la prima passante. No. E tu eri bella e misteriosa, così tanto che il coup de foudre non si affievolì neppure quando ti incapricciasti di Max Ernst, nella casa di campagna di Eaubonne. Rimanesti per sempre la “cara bambina” a cui tutto è concesso. Lui ti sognò nuda sotto un manto rosso, con guanti rossi, una maschera rossa e calze nere mentre tu già vivevi da due anni a Cadaques, musa, Gradiva e ossessione di un Salvador Dalì che per te si cosparse di escrementi di caprone e si scorticò le ascelle. Cara Anna, forse il destino ha separato te e Antonio come aquile, “lungo i tuguri delle latitudini terrestri”, vi hanno scaricato come orfani, sull’onda ritmica e travolgente di Marina Cvetaeva a Boris Pasternak. Cara Anna, ci piace immaginarti con Eureka Street tra le mani, a ripetere come un mantra le parole di Robert McLiam Wilson: “Tutte le storie sono storie d’amore”, o a tentare di imparare la regola del sognatore delle Notti bianche, magari mentre prepari caffè e versi distillati, dietro il bancone di un bar di periferia. Cara Anna, forse neppure esisti. Non hai occhi, nè capelli, nè seni, nè gambe per correre veloce tra i sogni di Antonio. Forse sei solo un’invenzione, che dei baci Perugina ci ha lasciato il biglietto, la frase che solletica il web e, per una volta, ci ha strappato un sorriso.

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