Camorra e politica, riunificati i processi 

In uno dei fascicoli c’è anche l’ex vicesindaco Enrico Polichetti, presunto beneficiario dei voti del clan in cambio di favori

Saranno riuniti in un unico procedimento penale davanti ai giudici del terzo collegio, presidente il dottor Franco Russo Guarro, i due processi con il boss Dante Zullo. Da un lato ci sono altri tre imputati, tra i quali i presunti complici di un patto di scambio, in particolare l’ex vicesindaco Enrico Polichetti, dall’altro l’intero gruppo dell’associazione criminale, con i reati connessi all’organizzazione e alle attività di controllo e intimidazione territoriale. La richiesta di riunificazione è stata accolta dal presidente del Tribunale di Nocera Inferiore. L’istanza è stata presentata dalla procura antimafia, per trattare lungo un solo iter l’intero corpus sulla cosca dell’ex uomo del clan Bisogno, la sua associazione criminale e i rapporti con esponenti del palazzo comunale.
L’avvio dell’intero giudizio è fissato per luglio, quando il filone con il maggior numero di imputati riaccorperà a sé i quattro imputati per reato di voto di scambio. Nella lista delle persone da sentire al processo “politico”, depositata dal pm Vincenzo Senatore, compaiono tra gli altri il pentito Giovanni Sorrentino, che aveva riferito del sostegno elettorale da parte del clan; Carlo Bianco, imputato nel procedimento connesso «Un’altra storia» su camorra e politica a Nocera Inferiore; il sindaco di Cava, Servalli, il segretario generale del comune Vincenzo Maiorino, il detenuto Gerardo Adinolfi. Al cuore del processo sui rapporti camorra-politica, con accuse contestate di 416 ter per voto di scambio politico-mafioso, c’è l’accusa contestata al boss Dante Zullo, Santoriello e Polichetti per le elezioni amministrative del giugno 2015, in cui Polichetti, per l’impianto accusatorio, avrebbe accettato la promessa di voto dal capo della cosca, mediante la forza di assoggettamento e intimidazione caratteristica delle organizzazioni criminali, col ruolo di capo conferito dai precedenti penali e dal carisma. Per l’accusa Zullo resta alla guida di un’associazione camorristica operante sul territorio di Cava, con delitti di usura ed estorsione reiterati dal 2014 e al 2017. Dall’altra parte, dopo il sostegno elettorale, Zullo avrebbe ricevuto utilità, in particolare «la costituzione di una cooperativa di ex detenuti da assumere per lo svolgimento di qualsiasi servizio di cui avesse bisogno il comune». Per Polichetti e Trapanese è contestato l’ok alla “Festa della pizza”, nel settembre 2016, con il concorso in abuso d’ufficio, con aggravante dell’agevolazione al clan per il solo Polichetti, in quel periodo assessore alla cultura e grandi eventi per il comune di Cava.
Alfonso T. Guerritore
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