SISTEMA CILENTO

Camerota, tributi alla Soget in cambio di posti per figli e parenti

Le intercettazioni choc delle trattative per piazzare familiar

CAMEROTA - Negli uffici del Comune qualsiasi decisione doveva essere finalizzata ad un tornaconto elettorale o economico per gli amministratori comunali. Lo dimostra chiaramente anche l’affaire Soget (così definita anche dal gip Sergio Marotta), ovvero la decisione dell’allora amministrazione di affidare per nove anni il servizio di riscossione delle entrate tributarie e patrimoniale dell’ente alla Soget Spa. In cambio una marea di assunzioni clientelari. Un affidamento effettuato «in mancanza della preventiva verifica dell’assenza di professionalità interne all’amministrazione di Camerota – spiega nell’ordinanza il gip Marotta - e nonostante l’amministrazione, nel periodo 2012-2016, avesse assunto a tempo determinato ben quaranta collaboratori professionali nel settore “entrate comunali”, proprio per migliorare la capacità di riscossione dell’ente e ottimizzare la lotta all’evasione tributaria». “A gennaio ci devono garantire qualcosa – lamentava il consigliere comunale Domenico Ciorciaro intercettato negli uffici comunali - come siamo rimasti? Noi ci siamo impegnati veramente per 9 anni, su una cosa che forse non andava fatta per nove anni, abbiamo fatto un impegno pure noi non da poco”. “Noi abbiamo la campagna elettorale – spiegava invece Antonio Troccoli – e che cazzo l’abbiamo fatta a fare, per una persona sola sta minchiata? Rimaneva come era…”. L’unica preoccupazione era sistemare parenti e persone di fiducia. «La spartizione dei posti – spiegano i magistrati - avveniva prescindendo da qualsiasi valutazione meritocratica». Anzi, spesso, chi presentava un curriculum migliore, veniva addirittura deriso. “Questi sono di fuori… laurea specialistica in finanza…minchia – ride l’assessore Ciorciaro – economia e mangement… tutti di fuori.. come fai a dire di no…?”. Quando si parlava di meritocrazia spesso le discussioni sfociavano in grasse risate.

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