GUERRA DEI RIFIUTI

“Buco” da 10 milioni: in 328 all’asciutto

Comuni “graziati” dai giudici, gli ex Corisa 2: «Ma i primi creditori siamo noi». Mancano tra i 20mila e i 50mila euro ciascuno

SALERNO - Il sorriso dei sindaci, le lacrime dei lavoratori. Sono le due facce del venerdì mattina, day after del parere - reso al sindaco di Positano Giuseppe Guida con il quale la Sezione regionale di controllo della Corte dei conti della Campania ha serrato i rubinetti dei comuni, eufemisticamente riottosi a ripianare le perdite d’esercizio del Corisa 2, il Consorzio dei rifiuti del Bacino Salerno 2 - che federava i 40 campanili stretti tra la Costiera Amalfitana, Salerno, la Piana del Sele, la Valle del Calore ed un lembo del Cilento - in liquidazione da 12 anni. «Tutti quei soldi che i comuni devono versare al Consorzio sono per la maggior parte dei lavoratori, i primi creditori del Corisa 2»: parola unanime dei 328 ex dipendenti, che si sono affidati ad una portavoce, la salernitana Adele Donnabella. «A quasi quattro anni dalla definitiva chiusura dei servizi - soggiungono - dobbiamo ancora ricevere il pagamento del Tfr (il trattamento di fine rapporto, ndr ) che il Consorzio avrebbe dovuto accumulare, della quattordicesima, della messa a disposizione, delle ferie, dei permessi non pagati e delle tante cause, vinte, per la mancata applicazione del Contratto collettivo nazionale». Un “buco” esorbitante: il credito d’ogni lavoratore oscilla tra un minimo di 20mila euro fino a picchi (per i quadri dirigenziali del Consorzio) di 50mila euro. All’incirca 10 milioni d’euro, più o meno. Più “più” che “meno”.

«Siamo rimasti esterrefatti è la reazione degli ex del Corisa 2 - da quanto stabilito dalla Corte dei conti: negli ultimi anni abbiamo più volte denunciato alla Procura, con la firma di gran parte degli operatori, quello che avveniva nel Consorzio, e ci abbiamo messo la faccia: ci chiediamo come mai nessun giudice si sia mai mosso per vedere cos’accadeva. Abbiamo sollecitato pure la Corte dei conti, ma non abbiamo ricevuto attenzione». Erano 328 (già epurati dei 20 licenziati e dei 17 pensionati) i lavoratori del “fu” Corisa 2, a lungo (insieme agli altri tre) organo di governo del ciclo integrato “made in Salerno”. Sono stati quasi tutti ricollocati nei vari cantieri dell’igiene urbana (il più cospicuo, ben 98 unità, è quello di “Salerno pulita”, seguito dai 17 di “EcoAmbiente”), ad eccezione di 16 persone che restano ancora nel programma straordinario della Regione Campania, proteso ad implementare la differenziata. Altri quattro, a maggio 2021, sono stati licenziati perché, all’esito dei 24 mesi, indisponibili per il programma.

«Ancora oggi - è il j’accuse di Donnabella e gli altri - ci sono lavoratori che si ritrovano l’estratto contributivo non aggiornato, con periodi lavorativi effettuati ». Criticità che la liquidatrice nominata due anni fa dal Tribunale, Maria Farina, sta cercando d’arginare, ma ci sono un prima ed un dopo. E di mezzo c’è il 2005: le posizioni contributive degli ultimi 17 anni vengono gradualmente regolarizzate, mentre per il “preistorico” pregresso l’impresa è assai più ardua. E tornano le barricate: «Siamo pronti - chiosano i lavoratori - a scendere in piazza per il riconoscimento dei diritti acquisiti, che non può essere cancellato con un parere», ché «i comuni hanno usufruito del lavoro del “Corisa 2” ed è assurdo che un ente pubblico non paghi i servizi effettuati da un altro ente pubblico ». Amaro epilogo d’una storia eterna, con una liquidazione iniziata nel 2010. «Chi ha sbagliato paghi».