Bruciata dal compagno Violeta non ce l’ha fatta 

La 32enne di nazionalità rumena è deceduta all’ospedale Cardarelli Sabato Gimino Chirichella l’ha cosparsa di benzina dandole fuoco

SALA CONSILINA. Non ce l’ha fatta Violeta Mihaela Venchiu, la giovane madre 32enne di nazionalità rumena, rimasta gravemente ustionata sabato pomeriggio dopo che il compagno, il 48enne di Sala Consilina, Gimino Chirichella ha cosparso il suo corpo con della benzina e le ha dato fuoco. Violeta è deceduta ieri mattina nel reparto grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli dove è arrivata sabato pomeriggio in eliambulanza con ustioni sul novanta per cento del corpo. Il suo assassino invece se l’è cavata con qualche ustione ed è ricoverato in ospedale.
Sul suo capo pendono le accuse di omicidio pluriaggravato, per futili motivi, crudeltà e premeditazione e per incendio doloso. «Le condizioni della donna erano disperate – ha raccontato uno dei soccorritori – le fiamme hanno ustionato buona parte del corpo e non potrò mai dimenticare le sue urla strazianti, ci sarebbe voluto soltanto un miracolo per salvarla viste le condizioni drammatiche in cui si trovava quando è arrivata in ospedale. Purtroppo il miracolo non c’è stato». Non è stato quindi un incidente domestico, come inizialmente si pensava, ma un omicidio. Sono bastate poche ore ai carabinieri per capire cosa era realmente accaduto nell’appartamento.
I militari con il supporto dei vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina sono riusciti a trovare una serie di elementi tali da inchiodare il 48enne alle sue responsabilità. Fondamentale è stata la testimonianza anche di un’altra persona che si trovava nell’appartamento dove la coppia viveva con tre figli, una femmina ed un maschio nati da un precedente matrimonio della donna ed un altro maschietto figlio di entrambi. Questa persona, che ha messo in salvo i tre bambini, stando ad alcune indiscrezioni trapelate avrebbe assistito alla scena così come sembra abbiano visto quello che è successo anche i tre figli di Violeta. Gimino aveva pianificato di uccidere la compagna, anche se non è chiaro ancora per quale motivo, questo è emerso dall’analisi di diversi filmati registrati da alcuni sistemi di videosorveglianza di esercizi commerciali del Vallo di Diano grazie ai quali è stato possibile ricostruire cosa ha fatto il 48enne prima di arrivare a casa: nel pomeriggio si è recato presso un distributore di carburanti, riempiendo due taniche di benzina, ognuna da 5 litri poi è tornato nel suo appartamento ha aperto la porta dell’abitazione, la compagna era nei pressi del camino, non ha avuto il tempo di rendersi conto di quello che stava per accaderle ha versato sul pavimento la benzina e gli ha dato fuoco.
Una decina di bottiglie d’acqua vuote ed un lenzuolo bianco lasciato nel cortile sono i segni del tentativo disperato di alleviare le atroci sofferenze che ha patito la donna a causa delle ustioni.
A far pensare inizialmente che quanto accaduto era stato frutto di un incidente domestico era stata l’esplosione avvenuta nell’appartamento tant’è che l’ipotesi iniziale era quella dello scoppio di un termocamino (invece a causarla era stato l’ambiente saturo dei vapori di benzina), ipotesi che però non ha convinto gli inquirenti fin dal primo momento e lo stesso compagno della donna, ricoverato in un primo momento nel reparto di chirurgia dell’ospedale “Luigi Curto” di Polla e poi ieri trasferito al San Carlo di Potenza, sarebbe caduto in contraddizione più volte nel raccontare l’accaduto, prima avrebbe detto che si è trattato di un incidente domestico e poi che qualcuno avrebbe appiccato il fuoco.
Il corpo di Violeta ora si trova sotto sequestro presso l’obitorio del Cardarelli a disposizione dell’autorità giudiziaria che nelle prossime ore disporrà l’esame autoptico. Oggi intanto potrebbe tenersi l’interrogatorio di garanzia di Gimino Chirichella, difeso dall’avvocato Domenico Amodeo; l’uomo è piantonato dai carabinieri in una stanza dell’ospedale San Carlo di Potenza.
Erminio Cioffi
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