L'INTERVISTA

Borrelli: «La nuova camorra? L’eredità di Cutolo»

Il procuratore capo di Salerno: «Dopo tanti anni viviamo ancora gli effetti della Nco»

SALERNO - La Procura di Salerno è pronta ad aprire un fascicolo d’indagine sull’omicidio del sindaco di Pagani, Marcello Torre, all’idomani della morte di Raffaele Cutolo, capo della Nuova camorra organizzata e condannato perché ritenuto mandante dell’uccisione dell’avvocato l’11 dicembre del 1980. A confermarlo è Giuseppe Borrelli, capo della Procura di Salerno, che guarda con attenzione alle evoluzioni della vicenda dopo la morte del boss (avvenuta mercoledì sera nell’ala detenuti dell’ospedale di Parma) che per anni è stato il dominus indiscusso della criminalità organizzata in Campania. Una risposta concreta anche ad Annamaria Torre, figlia del sindaco paganese ucciso oltre 40 anni fa, che ieri aveva chiamato in causa proprio il procuratore: «Spero che Borrelli possa darmi risposte».

Procuratore Borrelli, la figlia di Marcello Torre ha detto che spera in lei. Aprirà un’inchiesta?

Siamo disponibili ad approfondire qualunque vicenda che ci viene rappresentata. Se la figlia di Marcello Torre vuole fornire un contributo o segnalarci profili suscettibili d’indagine, le porte della Procura di Salerno sono aperte per lei come per ogni altro cittadino del distretto.

Da mercoledì sera, dopo la notizia della sua morte, si parla tanto della figura di Cutolo. Lei che idea ha?

Con tutto il rispetto che si deve a una persona deceduta, c’è da chiarire che la decisione tecnica di farlo rimanere in carcere, su cui la Procura ha espresso un parere, è stata decisa dagli organi inquirenti. Ma su Cutolo va ricordato tutto quello che ha fatto, tutto quello che attualmente è la camorra napoletana e non solo: dalla violenza di massa alla holding del crimine.

In che senso?

Bisogna considerare tutto l’effetto di quello che ha creato Cutolo. Senza di lui non si sarebbe configurata la camorra tra la metà degli anni Settanta e i primi anni Ottanta. La Nuova Camorra Organizzata che rappresentava Cutolo ha portato a termine centinaia di omicidi, anche di innocenti. In alcune vicende c’è la sua responsabilità giuridica, in altre è legato a quello che ha realizzato.

Una responsabilità, dunque, anche culturale ed economica?

Sicuramente c’è la responsabilità storica di chi ha creato o pensato tutto questo. Nel presente viviamo gli effetti di quella che è stata la Nco: sul piano politico, imprenditoriale, culturale e della cittadinanza. Senza quell’organizzazione si sarebbe avuta una crescita diversa.

Lei ha interrogato Cutolo nel 2016. Che idea si è fatto dell’uomo e di quello che rappresentava?

Era già un uomo avanti con gli anni e senza una prospettiva del miglioramento della propria vita. Tuttavia, Cutolo rivendicava la propria scelta di non collaborare. Era un fatto identitario per lui.

Le opere cinematografiche e musicali ispirate al “professore” possono avere responsabilità nella costruzione di questo personaggio?

Non attribuisco colpe a chi realizza film o canzoni. Lo stesso discorso vale per Gomorra. Non è colpa dei produttori se vengono emulati certi comportamenti.

E di chi è la colpa?

Di chi non presenta modelli alternativi e seri. Soprattutto a Napoli, la scala sociale si è fermata a 30 anni fa. C’è una classe dirigente chiusa in se stessa e disinteressata alla cosa pubblica. Il resto della popolazione, invece, è abbandonata. Dunque, non dipende da chi racconta certe cose, anche se lo fa con espedienti per rendere più invitante il proprio prodotto. La colpa, però, non è nemmeno di chi vive questa la realtà. Semplicemente manca una programmazione a tutti i livelli: scuola, lavoro, sicurezza e affermazione dei diritti. Se esiste ancora un blocco sociale è perché c’è la camorra. Oggi questi interessi sono legati a gruppi imprenditoriali collegati alle storiche famiglie che si sono evolute. Ragionano in termini importanti e di finanza internazionale. La camorra è passata dall’essere parassitaria a gestire direttamente con le aziende i propri affari. Intendiamoci: la camorra del cemento e del movimento terra non esiste più.

Come ci salva da tutto questo?

Avendo nuove sensibilità.

Ossia?

Con il contrasto militare dello Stato, la camorra ha abbassato il livello di conflittualità. In Campania, attualmente, si registrano meno omicidi di quelli che avvengono in altre regioni italiane. Certamente è positivo, ma questo ha abbassato la sensibilità sul fenomeno, facendolo diventare quasi endemica. È allarmante. Perché c’è ancora una capacità di condizionamento. Per esempio in una città turistica, un ristoratore come fa a competere con un concorrente che ricicla capitali e non ha problemi di nessun tipo? Semplicemente non può.

Dopo la morte di Cutolo, sui social non si contano i post di ammirazione per il boss: indagherete?

Apprezzo la domanda, ma non posso raccontare le attività dell’ufficio che dirigo.