A GIUDIZIO

Bimbo nato morto a Battipaglia: medico e l’ostetrica finiscono a processo

La situazione precipitò poche ore dopo il ricovero

Sarà il processo a stabilire se il ginecologo e l’ostetrica dell’ospedale Santa Maria della Speranza hanno colpe nel decesso della neonata di una coppia rumena di Agropoli. Lo ha deciso il gip Piero Indinnimeo del tribunale di Salerno che ha accolto la richiesta del pm ed ha rinviato a giudizio il medico e la sua collaboratrice di reparto. L’accusa è responsabilità colposa in ambito sanitario. Non intervennero in tempo causando alla nascitura una “sofferenza fetale”, ritenuta all’origine del decesso prematuro. Era il 16 gennaio scorso quando la giovane puerpera si presenta alla clinica Malzoni di Agropoli (che non ha alcuna responsabilità nella morte della piccola). Erano le 7 del mattino. La donna è quasi alla trentacinquesima settimana di gestazione. Dopo una prima visita, il personale della clinica suggerisce un ricovero al più vicino ospedale. Un’ora e mezza dopo la partoriente è ricoverata in entrata al reparto di ginecologia di Battipaglia. Subito vengono attivate le procedure e la paziente viene sottoposta al monitoraggio continuo attraverso il tracciato. Nelle ore successive al ricovero e dopo aver disposto il tracciato, i medici non avrebbero effettuato nessun controllo, lasciando la paziente sotto la sola custodia dell’ostetrica. Alle 11, però, comincia l’insofferenza fetale. Ed è il lasso di tempo che divide l’insorgere della sofferenza dal parto cesareo l’intervallo nel quale si sarebbe verificato il caso di negligenza e responsabilità medica che portò come conseguenza la morte della nascitura. Tre ore dopo il ricovero, la giovane mamma rumena fu portata in sala parto. La neonata fu estratta già morta. Le indagini si sono incentrate soprattutto sulle consulenze mediche. Secondo i consulenti della famiglia (il dottor Panfilo Mautone ) e del pm ( Antonio Mirabelli e il ginecologo Iaccarino ) un intervento chirurgico tempestivo avrebbe salvato la vita della bimba che la puerpera portava in grembo. Ed è proprio su questo dettaglio che in dibattimento le parti si dovranno dare battaglia. Soprattutto su quel tracciato cardiografico che il ginecologo e l’ostetrica non avrebbero ben valutato nei tempi giusti. La famiglia rumena si è affidata agli avvocati Marco Nigro e Eraclide Mautone e si è costituita parte civile.

Massimiliano Lanzotto

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