Bimbi sullo scuolabus senza assistenza 

Polemiche dopo l’aggressione a un’alunna di 8 anni. I genitori alzano la voce: il Comune affiderà il servizio a ditte private

Alunni nello scuolabus senza accompagnatori, il servizio svolto sarebbe irregolare. L’assenza di assistenti preoccupa i genitori e ha portato già ad una denuncia ai carabinieri. Nello scorso fine settimana, infatti, una bambina di otto anni è stata malmenata da un suo compagno di dieci anni mentre viaggiavano a bordo dello scuolabus comunale. La madre della bimba ha deciso di sporgere denuncia anche perché non sarebbe la prima volta che capitano episodi del genere. La bimba sarebbe stata già bersaglio di violenza da parte di alcuni ragazzini più grandi. Sugli scuolabus comunali viaggiano bambini dai cinque ai dieci anni di età e non è possibile suddividerli per fasce più vicine, così i piccoli possono diventare bersaglio dei più grandicelli. I genitori chiedono la presenza di un assistente: «È obbligatoria ed è prevista per legge». I conducenti confermano: «In passato siamo stati fermati anche dai carabinieri perchè eravamo privi di assistente per i bambini. Ma dovete chiedere ai politici».
L’assessore Angela Lamonica spiega che il servizio di trasporto scolastico per il centro città è stato esternalizzato che a breve avverrà la stessa cosa per le periferie. Ma nel frattempo chi garantirà la sicurezza dei bambini che viaggiano sui pulmini scolastici? Dopo la denuncia della madre della bimba aggredita e malmenata che, fortunatamente, non ha riportato lesioni gravi, chi si assumerà la responsabilità di quanto accaduto?
A Eboli vi sono per le aree periferiche due conducenti ed un solo pulmino, ma nessun accompagnatore a bordo. Per il centro, invece, era in servizio un solo scuolabus ed un unico conducente. Anche in questo caso senza personale di controllo per i bambini. Per periodi brevi, sugli scuolabus ci sono stati gli anziani ad assistere i bambini. Il progetto volontaristico ha avuto vita breve.
I conducenti sono rimasti soli a combattere la “maleducazione” e, a volte, la violenza di alcuni alunni. «Non rientra nelle nostre competenze» spiegano gli autisti degli scuolabus. Oltre ad alzare la voce, nel caso si accorga che qualcuno alle sue spalle non si comporta correttamente, il conducente non può fermare l’autobus a ogni litigio. In molti casi si sono verificati anche piccoli furtarelli, litigi, oggetti personali o merendine scomparse. Senza contare che la carenza di personale per la guida dei pulmini provoca spesso disagi non potendo garantire il servizio in caso di assenza di uno dei conducenti. Nei mesi scorsi le polemiche sul trasporto scolastico erano rivolte all’anzianità dei mezzi che finivano in manutenzione con costi piuttosto salati fin troppo frequentemente. Uno degli scuolabus risale addirittura al 1988 ed ha percorso oltre due milioni di chilometri. Ora si aggiunge un altro problema che, in realtà, è forse ancor più grave e che andrebbe risolto urgentemente, prima che qualche bullo provochi danni seri. Esternalizzare il servizio potrebbe offrire una soluzione, ma anche in questo caso al Comune spetterà controllare che tutto si svolga regolarmente e che non solo i mezzi siano adeguati ed efficienti, ma anche che il personale sia preparato e di fiducia. Di mezzo c’è la sicurezza dei bambini. Cosa che da Battipaglia ad altri comuni della provincia di Salerno, non viene presa sotto gamba. A Battipaglia il servizio viene sospeso se su uno scuolabus manca l’assistente. A Eboli, da decenni, c’è solo il conducente dell’autobus. I bambini sono lasciati soli, alle spalle del guidatore. Liberi di litigare e “bullizzare” i più piccoli. (s.b.)
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