GIUSTIZIA

Beni sottratti ai clan, confische fantasma: nessuna in due anni

A Salerno la “maglia nera” con Catanzaro e Reggio Calabria. Relazione choc del dipartimento per gli affari della Giustizia 

SALERNO - Non è stata registrata una sola confisca definitiva di beni sottratti al patrimonio delle organizzazioni delinquenziali, in particolare camorristiche, nel distretto di Salerno. Il dato surreale arriva dalla relazione sulla consistenza, destinazione e utilizzo dei beni sequestrati o confiscati sul territorio nazionale presentata alla Camera dei Deputati dal Dipartimento per gli affari della giustizia del relativo Ministero. Le statistiche contenute nell’atto parlamentare si fermano al 30 giugno scorso. Salerno, però, è in compagnia di altri due distretti, sempre del sud Italia: quelli di Catanzaro e Reggio Calabria. I tre distretti non hanno ancora registrato confische definitive per l’anno 2019. Quello di Salerno, in particolare, non ha registrato beni in confisca definitiva dal 2018 a giugno 2020. Anche se nell’ultimo semestre si è registrata una ripresa che fa ben sperare nella risalita del dato.

La metodologia. Le statistiche vengono fuori dal confronto dei dati tra gli uffici giudiziari e l’Anbsc (Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata), tra gli stessi uffici e la banca centrale dei beni sequestrati e confiscati, dal database del Ministero della Giustizia nonché dall’analisi delle ultime relazioni ad oggi. È stata studiata anche una classificazione dei beni, che tiene conto anche dei più recenti prodotti finanziari, al passo con l’evoluzione dei settori di investimento della criminalità organizzata. Le tipologie individuate sono le seguenti: beni immobili; beni mobili; beni mobili registrati; beni finanziari; aziende.

Massimiliano Lanzotto

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