IL DOSSIER

Beni confiscati: la Campania in rimonta

Primato alla Sicilia e terza la Calabria: in regione sono in aumento le confische delle ricchezze tolte ai boss della criminalità

SALERNO - La Campania è la seconda regione per maggior numero di beni confiscati alla criminalità organizzata. E' dietro solo alla Sicilia, regione ad alto tasso delinquenziale. Napoli, invece, è la terza città italiana per numero di assegnazione di immobili appartenuti ai clan. E' dietro al capoluogo siciliano, Palermo, e a Reggio Calabria. Spicca Partinico, la città del “Giorno della Civetta”, che si attesta quarta. Salerno, invece, è nella parte medio-bassa della classifica. Questi sono i dati relativi all'anno 2020 estratti dalla relazione annuale sulle attività svolte dalla Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC).

La Campania in rimonta. I beni confiscati finiscono, nella maggior parte dei casi, utilizzati per fini sociali. Nell'anno in esame, il 2020, l'agenzia nazionale ha assegnato oltre 17mila beni sottratti al patrimonio degli affiliati alla criminalità organizzata. Nella sola Campania sono state 3017 le pratiche evase. Di cui 1774 concluse con la confisca definitiva. Altre 1093 per la confisca di primo grado e 68 per quella di secondo. I sequestri ordinari sono stati nel numero di 68. la Campania conquista un posto - dal terzo al secondo - per numero totale di cespiti, superando la Calabria. Così come l’Emilia Romagna registra un incremento di beni in gestione (ad oggi 600), in linea con il trend degli ultimi dieci anni, indice del sempre maggiore interesse dei clan nel territorio del Nord Italia.

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