IL COMMENTO

Bene i controlli nelle scuole, ma è necessaria la formazione

Ancora una notizia di violenza sui minori, bambini fragili, indifesi. Il dato di cronaca si sovrappone e si confonde alla lunga lista di eventi di violenza che hanno visto protagonisti bambini di una scuola dell'infanzia, scuola pubblica, di Solofra, un paese in provincia di Avellino. Coloro che hanno usato violenza, così direbbero le registrazioni video, sono insegnanti, coloro ai quali queste vite sono state affidate con fiducia e speranza. Mi turba sempre moltissimo, come donna e come pedagogista, sapere che nei luoghi di formazione e di cura alla persona si possa utilizzare violenza fisica e mentale. Che tipo di formazione affettiva e formativa bisogna mettere in campo? Ancor prima bisogna analizzare le effettive competenze empatiche e formative di chi opera in questo campo. Ma tutte le professioni formative rivolte ai bambini o agli adolescenti devono essere monitorate, sempre secondo il principio che l’interesse del minore è prioritario e al di sopra di ogni azione. Chiaramente anche molte azioni genitoriali hanno bisogno di egual controllo laddove spesso capita che le inaudite violenze nascono e si consumano in famiglia. Nel nostro Paese molte azioni politiche e sociali sull’infanzia dimenticano di mettere al centro l’interesse del minore, ed in maniera trasversale, dalla famiglia alla scuola, si percepisce il bambino come strumento e non come finalità dell'umano. Il controllo sociale non basta. Ben vengano telecamere nelle scuole dell’infanzia, ma immaginiamo anche altre misure di analisi e di controllo per chi è vicino a bambini ed adolescenti, sappiamo che non tutti gli operatori del settore hanno strumenti culturali consoni per gestire emergenze formative o semplicemente vivere ambienti educativi. Bisognerebbe anche aiutarli a capire se sono adatti a svolgere un lavoro così delicato. Ai miei studenti, futuri formatori e pedagogisti, ricordo sempre che svolgere questo “mestiere” è faticoso e di profonda responsabilità. La magistratura analizzerà gli eventi penalmente rilevanti, intanto, sono vicina alle famiglie e ai bambini che vivono il disagio del male.

*professore associato Pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Salerno