OPERAZIONE OSIRIDE

Battipaglia, tangenti sui morti: Loffredo: «Bugie»

Così replicava il direttore del cimitero al richiamo della funzionaria comunale

BATTIPAGLIA - «Bugiardi, al cimitero non c’è maneggio di denaro contante». Così si difese mentendo - scrive il gip Alfonso Scermino del Tribunale di Salerno - Teodoro Loffredo , già dirigente del cimitero di Battipaglia, quando fu richiamato da una funzionaria comunale che gli rappresentava le proteste di alcuni cittadini sul giro di soldi legato alle tumulazioni e a tutti gli atti connessi ai servizi cimiteriali. Sempre Loffredo - scrive il gip - era prodigo di dare consigli al collega Ranieri Vitale , suo vice, quando questi gli prospettava il pericolo di essere scoperti. Tutti e due - scrive la Dda di Salerno - , nei rispettivi ruoli all’interno del camposanto, consentivano a Cosimo Melillo , già arrestato nel 2004, nell’ambito del blitz antimafia che spazzò via il “Sistema” messo in piedi dal boss Biagio Giffoni, di ottenere l’esclusiva delle operazioni di tumulazioni, esumazioni e traslazione delle bare dietro il pagamento in contante di somme che variavano dai 100 ai 400 euro, a seconda del lavoro da svolgere.

«Perché abbiamo un’impresa privata che ora non abbiamo il muratore», diceva Loffredo ai familiari di un defunto che gli chiedevano spiegazioni del costo aggiuntivo dopo aver versato la quota stabilita dal regolamento comunale attraverso un bollettino postale. Quella di far eseguire i lavori a Melillo era una consuetudini di cui erano pienamente a conoscenza anche le imprese funebri. In una intercettazioni ambientale, infatti, il titolare di un’agenzia locale riferiva ad una donna, presente nel camposanto dopo l’arrivo del feretro, la seguente frase: «Domani quello che va a fare il bonifico prende pure le marche, i 120 euro quando arriviamo qua li dobbiamo dare al muratore e facciamo anche la tumulazione domani. Avete capito? Altrimenti se ne riparla lunedì ». Soldi che finivano, il giorno indicato, nelle amni di Vitale che, successivamente, consegnava parte del denaro a Melillo. Le operazioni illecite avvenivano sotto gli “occhi” delle telecamere installate dai carabinieri della sezione operativa dalla compagnia di Battipaglia, diretta dal maggiore Vitantonio Sisto , su disposizione della magistratura. Soprattutto, hanno monitorato l’attività di Melillo che operava con modalità padronale nell’ufficio cimiteriale, dettando tempi e decidendo i lavori da eseguire. Melillo era ricomparso al cimitero dalla scorsa estate, dopo i noti trascorsi giudiziari.

La sua presenza non era sfuggita ai carabinieri che hanno avviato una serie di attività investigative, scoprendo che il 59enne imponeva la “gabella” del caro estinto, ovvero il pagamento “brevi manu” di indebite somme di denaro oltre l’obbligatorio versamento al Comune di Battipaglia, parte offesa in questo procedimento penale, da parte dei familiari dell’estinto per le operazioni di polizia mortuaria. Martedì i carabinieri hanno eseguito tre misure cautelari disposte dal gip Scermino nell’ambito dell’operazione “Osiride”. Oltre quella carico di Melillo, finito agli arresti domiciliari, sono stati notificati due provvedimento di sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio con interdizione totale dalle attività a carico del direttore Loffredo e del suo vice Vitale. Gli indagati a piede libero sono 110 e tra loro anche i familiari dei defunti. Rispondono, a vario titolo, di corruzione, truffa aggravata e abuso d'ufficio. Sequestrata perché finalizzata alla confisca, anche la somma complessiva di 37mila euro. Domani sono previsti gli interrogatori di garanzia di Melillo (difeso dall’avvocato Costantino Cardiello ), Loffredo (avvocato Alfonso Forlenza ) e Vitale (avvocato Orazio Tedesco ).

(m.l.)