CONTI PUBBLICI

Battipaglia, i giudici liberano la città: c’è lo stop al predissesto

I magistrati dichiarano la cessazione del riequilibrio. Venti milioni di debiti ripianati in 7 anni e mezzo

BATTIPAGLIA - Battipaglia è fuori dal piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Fuori dal predissesto. La notizia che la città capofila della Piana del Sele attendeva da più d’un lustro è arrivata ieri mattina, quando nelle stanze della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti campana è arrivata la rieletta sindaca Cecilia Francese in compagnia del dirigente del Settore finanziario, Giuseppe Ragone . «La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Campania dichiara la cessazione della procedura di riequilibrio in esito alla certificazione di un risultato di amministrazione positivo in sede di approvazione del Rendiconto 2020»: parola dei giudici napoletani di via Acton, guidati dalla presidente Maria Paola Marcia , che potrebbe cambiare la storia della città.

La cessazione del riequilibrio è definitiva, ma sono diverse le raccomandazioni della Corte dei Conti: innanzitutto sulla vendita degli immobili, che l’Ente di piazza Aldo Moro, da tempo immemore, prova a vendere senza esito. «Ci hanno esortato - spiega Francese - a vendere i beni: abbiamo spiegato, comunque, che in quell’elenco ci sono degli immobili ai quali siamo legati come collettività, ma abbiamo affrontato sia i debiti fuori bilancio che il disavanzo senza ricorrere alla vendita dei beni: qualcosa va alienata».

Insomma, dei paletti restano: non è un “liberi tutti”. Battipaglia è fuori dal predissesto, ma per quel che riguarda le spese future il semaforo è arancione: «Dovremo spendere poco» esclama la prima cittadina Francese. Sul piatto, d’altronde, ci sono ancora i 31 milioni di euro arrivati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. «Mentre tornavamo a Battipaglia - racconta la prima cittadina - abbiamo ricevuto la notizia: siamo fuori dal predissesto. Saremo comunque sotto controllo, e ce lo hanno precisato, ma hanno visto che con quest’amministrazione sono cambiate tante cose, in particolare l’atteggiamento verso il contenzioso e“Alba”: hanno visto anche un taglio diverso nel controllo della partecipata. E siamo rientrati sulla spesa per il personale, sulla quale sforavamo».

C’è ancora da fare, ma il Comune è sulla buona strada: «Ci hanno chiesto di continuare sulla stessa linea, anche con “Alba”, di vendere i beni ed altri dettagli che illustrerò in conferenza stampa (domani, ndr ). Abbiamo avuto una buona condotta in questi anni, e siamo stati premiati. Questo è un risultato storico che rivendico con orgoglio ». Svanisce lo spettro del predissesto. Era giugno 2014 quando i commissari straordinari ottennero dalla Corte dei Conti il via libera al piano di riequilibri che scongiurò il dissesto (in cambio di tributi praticamente al massimo e dei paletti sulle assunzioni) e spalmò su 10 anni un debito da oltre 20 milioni di euro. In sette anni e mezzo, i battipagliesi ce l’hanno fatta. Per il futuro non ci sono più scuse.

Paolo Vacca