LA PROTESTA DEGLI INQUILINI

Battipaglia, case popolari: non c’è la luce nelle scale

Venti famiglie in via Federico II lasciate pure senza l’ascensore, gravi disagi per la presenza di disabili. «L’Acer è sorda»

BATTIPAGLIA - Venti famiglie “al buio”. E la estenuante attesa d’una risposta. Un “black-out' più lungo del previsto, quello che si è verificato in via Ferdinando II, nel cuore del quartiere Sant’Anna, il più popoloso in città. Da sette giorni, nelle case alle spalle di viale della Libertà manca la corrente. E i condomini sono costretti a vivere al buio. Una situazione di disagio che si somma a una struttura a tratti fatiscente: ci sono infiltrazioni, ormai da anni, in ogni angolo del palazzo, manca un’uscita di emergenza e la pompa antincendio. E addirittura, il condominio è sprovvisto di finestre. È lo scenario di degrado che descrivono alcune delle 20 famiglie che da più d’un lustro vivono in queste case popolari.

Da mercoledì scorso, manca la corrente nel palazzo dove vivono diversi anziani e cinque disabili, costretti a percorrere tre, quattro o addirittura cinque piani a piedi senza la luce. E con l’ascensore bloccato. E a nulla è valso l’incontro tenutosi dei giorni tra il commissario dell’Acer, società che gestisce le case popolari, e i sindacati della Uil. Avevano promesso che entro il fine settimana il problema sarebbe stato risolto, e che alcuni tecnici sarebbero giunti in loco. Ma degli uomini della principale multinazionale dell’energia elettrica in Italia, nemmeno l’ombra. «Non è venuto nessuno in questi sei giorni - commenta Gerardo Vitagliano , uno degli inquilini - , siamo venti famiglie e ci fanno vivere in queste condizioni. Non ci rispondono nemmeno a telefono». Eppure, la quota mensile che dovrebbe garantire i servizi minimi di base è stata regolarmente pagata. «Abbiamo pagato i 14 euro - aggiunge Carmela Iuliani , un’altra residente - come ogni mese. Paghiamo regolarmente, ma sembrerebbe che da gennaio scorso Iacp non paghi la società elettrica, e noi subiamo questi disagi». Il più delle volte, i condomini sono costretti a ricorrere al “fai da te”.

«Vivo da 8 anni qui - prosegue Iuliani - e per tutte le piccole cose abbiamo dovuto provvedere noi: abbiamo aggiustato il portone, che puntualmente viene rotto da qualche incivile, il citofono lo abbiamo fatto noi, se c’è un guasto lo ripariamo da soli. Eppure, in tutti questo tempo nessuno si è mai degnato di venire a fare un po’ di manutenzione». Da qualche anno la responsabilità è passata dal Comune a Iacp, che ha preso in gestione le case popolari. «Fra poco cade tutto qui commentano in coro gli abitanti di via Ferdinando II - . Noi pretendiamo che così come paghiamo l’affitto e la luce, così ci vengano restituiti i servizi minimi. Anche per una questione di sicurezza. Se di notte qualcuno si sente male e viene un’ambulanza, non osiamo immaginare cosa possa succedere». Intanto, gli inquilini sono al buio.

Paolo Vacca