IL CONTENZIOSO

Bar e tavolini “selvaggi” a Battipaglia: la lotta finisce al Tar

Opposizione dai giudici amministrativi: accolta l’istanza di sospensiva

«Le ordinanze sono abusive». I commercianti di Battipaglia, pizzicati dai vigili mentre occupavano illecitamente porzioni di suolo pubblico, non vogliono tirare giù la saracinesca e s’appellano al Tar: è la guerra del commercio.

Il fatto. Al Tar sezione di Salerno, ci sono già due ricorsi, entrambi dell’avvocato Marcello Fortunato : il primo l’ha presentato il titolare di un negozio di detersivi e di articoli casalinghi a via Serroni; il secondo la proprietaria di un bar di via Turati. Entrambe le attività erano finite nella black-list della Francese : dopo aver letto i verbali dei vigili, che avevano rilevato l’occupazione non autorizzata di suolo pubblico, aveva firmato l’ordinanza di chiusura. Serranda chiusa per 5 giorni: è la punizione ad almeno 5 attività commerciali, castigate pure con sanzioni economiche.

L’opposizione. Le multe sono state pagate poche ore dopo il sopralluogo dei caschi bianchi: i rilievi dei vigili risalgono ai primi d’agosto per il bar, ai primi di settembre per l’altro negozio. E davanti agli agenti i titolari hanno rimosso tavoli e sedie, nel primo caso, e altri articoli nella seconda circostanza. Eppure a fine settembre, dopo aver pagato le contravvenzioni e aver rimesso tutto a posto, sono arrivate le ordinanze della sindaca, che imponeva la chiusura per poco meno di una settimana: i commercianti avrebbero dovuto chiudere proprio in questi giorni.

I decreti. A salvarli sono intervenuti i giudici del Tar, che con dei decreti cautelari, hanno accolto l’istanza di sospensiva: gli esercenti non chiuderanno bottega finché non ci sarà una sentenza. In queste ore il dirigente legale comunale, Giuseppe Lullo , sta elaborando una difesa.

«È illeggittima». Per gli esercenti l’ordine di stop è illecito. E le speranze sono riposte in un ristorante di Pozzuoli, che pure si rivolse al Tar dopo un’ordinanza del sindaco: «Se lo stato dei luoghi è già ripristinato, rimanepreclusa la possibilità di ordinare la chiusura», dissero i giudici condannando il Comune. Se le toghe salernitane facessero lo stesso col caso Battipaglia, verrebbe messa in discussione gran parte della delibera con la quale, a luglio 2018, la giunta annunciava il pugno di ferro.

I commercianti. «Non capisco perché l’amministrazione non abbia ancora avviato il baratto amministrativo, cedendo spazi di suolo pubblico in cambio di garanzie di manutenzione e pulizia, e non di soldi», dice Massimo Sorvillo di Confcommercio. Lucia Ferraioli di “Rinascita” ritiene «che la concorrenza sleale vada a detrimento dei commercianti che rispettano le regole e che un controllo continuo, imparziale e non da spot, non darebbe luogo a vittimismi».

Carmine Landi

©RIPRODUZIONE RISERVATA