LA BANDA DEI PORTAVALORI

Assalto ai furgoni blindati sul raccordo Salerno-Avellino: si rafforza la pista pugliese

E' caccia all’uomo per stanare gli autori della rapina di martedì 

Si rafforza la pista pugliese ma non si tralasciano eventuali agganci salernitani e napoletani. E' caccia all’uomo per stanare la ventina di rapinatori che martedì mattina hanno assaltato due portavolori della Cosmopol sul raccordo autostradale Salerno- Avellino, partiti dalla sede salernitana della Banca d’Italia e diretti al caveau dell’istituto di vigilanza irpino. Una rapina che ha allarmato l’Italia intera e che il procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, ha definito «un’azione di guerra contro le istituzioni», visto che i malviventi hanno esploso colpi di pistola contro i carabinieri e la polizia. La cosiddetta pista foggiano-cerignolese si afferma ancora di più dopo che alcuni testimoni hanno dichiarato di avere sentito distintamente alcuni componenti del commando parlare con accento pugliese. Del resto, proprio in quella zona della Puglia ci sono gang specializzate in assalto a furgoni blindati e a caveau che più volte hanno operato anche nell’Avellinese e che utilizzano la tecnica dell’incendio di auto e camion per impedire l’arrivo delle forze dell’ordine e la fuga dei portavalori. Modalità che ricordano la rapina tentata del gennaio 2014 quando decine di malviventi tennero in scacco l’intera Foggia per tentare di rapinare il caveau della Np Service. In quel caso una colonna di mezzi pesanti e grosse pale meccaniche bloccarono gli ingressi della città e, per isolare l’area dove aveva sede l’istituto di vigilanza, diedero alle fiamme auto e camion. Una pattuglia della polizia riuscì a superare lo sbarramento ingaggiando un conflitto a fuoco con i rapinatori e mettendoli in fuga. Due anni fa furono arrestati 12 rapinatori del gruppo con base a Cerignola, ai quali fu contestato anche un assalto sventato al caveau della Cosmopol ad Avellino nel novembre 2014 e l’assalto fallito del gennaio 2016 sempre ad un blindato dell’istituto irpino tra Avellino e Melfi. Lo scorso anno, poi, si scoprì che elementi pugliesi, dell’Agro nocerino e del napoletano si erano “saldati” per creare un’organizzazione più grande che aveva messo a segno una serie di rapine a blindati anche nella Valle dell’Irno.

Salvatore De Napoli

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