IL RICORDO

Antonello Crisci, continueremo sulla strada da te tracciata

Apprendiamo con profondo dolore, della perdita del nostro amato professore Antonello Crisci e immediato, nella nostra mente, è il suo ricordo. Il ricordo dei suoi insegnamenti, rivelatisi preziosi anche nel prosieguo del nostro percorso professionale, e del suo impegno, profuso con costanza e dedizione, in ambito accademico così come nell’attività di ricerca e nelle iniziative culturali e scientifiche. Non è mai facile dire addio, soprattutto quando si tratta di una persona che ti è stata accanto per tanto tempo. Il professore Crisci è stato per tutti noi, durante il periodo degli studi universitari, un punto di riferimento non soltanto sotto l'aspetto didattico, ma anche dal punto di vista umano. Difficile dimenticare la passione per la sua materia, che ardeva nei suoi occhi ad ogni lezione, e che con professionalità cercava di trasmettere ad ognuno di noi. La sua priorità, prima ancora di qualsiasi sapere nozionistico, era quella di salvaguardare i propri studenti dalle insidie e dalle difficoltà che la professione medica cela, insegnando loro, come un vero padre fa con i propri figli, a muovere i primi passi nella vita lavorativa. Una vita lavorativa, la sua, trascorsa all’inseguimento di quella deontologia ed etica medica ricercata ed ambita con ardore nel corso degli anni, sempre pronto a difendere con carisma e signorilità, colleghi, non solo giovani, che in lui riponevano massima stima e totale fiducia. La sua perdita lascia, da oggi, un vuoto che sarà difficile colmare. Più di tutto, però, resta l’eredità – culturale, di pensiero e di metodo – che il professor Crisci è stato in grado di lasciarci e che continueremo a custodire quotidianamente nella nostra attività professionale e a trasmettere, a nostra volta, ai colleghi, soprattutto quelli più giovani e alle prime armi, che necessitano proprio di questi insegnamenti in una fase storica complessa come quella attuale. Cercheremo di onorare, giorno per giorno, questi insegnamenti e di dedicarci con la stessa passione ed il giusto impegno al lavoro che abbiamo avuto la fortuna di scegliere, continuando ad incentivare e a sostenere il progresso dell’arte medica che in lui ha trovato humus fertile. Ci stringiamo al dolore della famiglia, ricordandolo come un docente sensibile, mai contro studenti e colleghi, ma sempre dalla loro parte, pronto ad indicare la retta via, così come nelle vicissitudini universitarie anche in quelle lavorative. Ringraziandolo per tutto ciò che ha fatto per noi, siamo consapevoli che il suo ricordo non lascerà mai i nostri cuori, ormai forgiati e pronti per affrontare le insidie, non solo giuridico – sociali, che la vita ci riserverà. Citando Ippocrate, come da lui fatto a lezione, “La vita è breve, l’arte è lunga, l’occasione fuggevole, l’esperimento fallace”. Conserveremo anche queste perle, probabilmente enigmatiche all’epoca, studenti ancora acerbi e poco consapevoli, chiare ed emblematiche oggi. Grazie di tutto, caro Professore.

Gli ex allievi del Sigm Segretariato italiano giovani medici di Salerno