LA STORIA

Angri, l’anima del “Chianiello”: «Così combatto i vandali»

«Il nostro obiettivo è la salvaguardia della montagna, con il ripristino di vecchi sentieri, per chi ama la montagna»

ANGRI - Una storia d’amore che dura da 36 anni, e che anche nei momenti più difficili dello scorso anno, ha avuto volontari che non si sono tirati indietro, per il bene della natura, per il bene della montagna. Si tratta dell’associazione “Il Chianiello”, una realtà che circonda la quotidianità della comunità angrese, in tutti i suoi aspetti. Dai più piccoli ai più grandi, la montagna che sorge alle spalle della cittadina dell’Agro nocerino è un posto di ritrovo che negli anni ha vissuto parecchi cambiamenti, come ci racconta il suo presidente, Modestino D’Antonio, 79 anni e da 30 a capo dell’associazione riconosciuto dal Cai, il Centro alpino italiano. Il gruppo non ha solo vissuto quotidianamente il posto, ma lo ha cambiato in meglio, per il bene dei cittadini: «Il nostro obiettivo è sempre stato la tutela e la salvaguardia della montagna, con il ripristino di vecchi sentieri, per chi come me e gli altri soci, ama la montagna», ha spiegato D’Antonio.

Ma non solo, perché nel 2008, anche grazie all’aiuto dell’amministrazione comunale angrese, è stato possibile ricostruire dalle fondamenta un vecchio rudere, diventato poi “La casa del guardiano”: «Ci siamo fatti promotori di una struttura abbandonata sulla montagna, un possibile rifugio per noi dell’associazione, ma per tutte le persone che quotidianamente frequentano il posto ha continuato D’Antonio - . Grazie al Comune, abbiamo inaugurato “La casa del guardiano” ed è stato un passo in avanti anche per la comunità, anche perché lì sopra vengono ospitate anche le associazioni ambientaliste, gli scout e tutte le manifestazioni a tutela della montagna». Un racconto che è arrivato anche su carta, attraverso sia la penna del presidente D’Antonio, con la scrittura del libro “Guida ai sentieri del Cerreto e del Chianiello”, ma anche attraverso quella dei soci, che hanno pubblicato il volume “A piedi nel Cilento”.

Una soddisfazione anche certificata dalla Cai nazionale, che ha assegnato un codice speciale all’associazione, che ha permesso anche l’organizzazione di una nuova cartellonistica segnaletica su in montagna. Ora neanche la pandemia ha fermato l’associazione, come non ha bloccato gli atti di vandalismo che si susseguono senza controllo sul Chianiello: «C’è bisogno di essere responsabili, soprattutto in un momento del genere. La serenità che si riceve vivendo l’aria di montagna non può essere rovinata da persone emarginate che commettono atti vandalici. La montagna è un bene nostro, un patrimonio per tutti », ha concluso D’Antonio.

Vincenzo Nasto