L’INTERVENTO

Ancora troppi disservizi, la città turistica non c’è a Salerno

Caro Direttore,

c’è ancora chi immagina che esista la “Salerno turistica”. A me pare proprio di no. E leggendo gli ottimi reportage del suo giornale sul tema, mi convinco di essere in buona compagnia. Giorni fa, nell’articolo “Salerno, ecco la mappa dei disservizi”, ben si sintetizzavano il cattivo funzionamento o l’assenza dei servizi essenziali in una città che avrebbe l’aspirazione ad essere turistica. Leggendolo, si capisce subito che, pur possedendone le potenzialità, Salerno come “città turistica” esiste solo nelle parole e nella fantasia “interessata” di alcuni. Può mai esserlo una località dove la promozione turistica non si coniuga e non si lega ad una programmazione culturale? Dove non si destagionalizza l’offerta distribuendo le presenze nell’arco di un anno? Una città senza una politica di programmazione culturale, senza le infrastrutture basilari e fondamentali non può pensare di attrarre i turisti. Può quindi mai definirsi tale una città che ha un aeroporto dal quale non si vola, perché privo dei requisiti essenziali? È turistica una città che, pur dotata di una bellissima, originale stazione marittima, non accoglie crocieristi perché le navi non possono attraccare? Può mai esserlo una città di mare che non usufruisce del proprio mare, nel quale chi si bagna lo fa a proprio rischio? Il mare, da sempre risorsa e ricchezza, qui da noi è diventato un problema, mentre esso di solito costituisce un elemento essenziale nella scelta del luogo dove si può più facilmente avviare un’attività economica. Non basta una pagina intera del giornale per sintetizzare i “disservizi” di cui a ragione si lamentano i turisti che visitano la nostra splendida città. In una sola semmai se ne possono snocciolare solo i più macroscopici, sorvolando invece sui tanti che però rappresentano la spia evidente della cattiva gestione di un settore, quello turistico, che avrebbe potuto favorire una ripresa economica solo se l’Amministrazione comunale si fosse fatto carico di tutelare l’ambiente, di un piano degli insediamenti alberghieri e di una strategia per la promozione turistica. Le condizioni geografiche, la naturale bellezza del golfo, la posizione tra le due meravigliose e rinomate costiere, il clima temperato, lo straordinario patrimonio culturale, la gastronomia, avrebbero dovuto incoraggiare un’azione capace di creare e favorire le condizioni di sviluppo per un turismo che poteva essere d’elite, ma anche di massa. Invece poco o niente. Se qualcosa si è realizzato nel campo ricettivo o nel diportismo, lo si deve soprattutto all’intuizione e all’intraprendenza di qualche solitario capitano coraggioso, che, con proprie risorse, scontrandosi spesso con una burocrazia lenta e assurda, ha arricchito la nostra costa con un’infrastruttura di straordinaria originalità, quale è “Marina d’Arechi”, dimostrando quali possano essere le potenzialità attrattive del nostro mare. A Salerno, come raccontato, tutto è particolarmente complicato. È per esempio un’operazione certosina trovare perfino un Infopoint per uno straccio di informazioni. Chissà poi perché debba incontrare tante difficoltà chi desidera raggiungere e visitare il castello, straordinaria testimonianza del nostro “passato longobardo”. Per non parlare, poi, delle complicazioni in cui si imbatte il turista che decide di servirsi dei mezzi pubblici. Procurarsi un ticket diventa davvero un’impresa! In alcune zone, la domenica e in tutti i giorni festivi, con negozi e tabaccai chiusi, e nelle ore serali o in quella parte del giorno che da noi chiamano la controra, ogni tentativo è vano. Non sarebbe particolarmente complicato, incominciando semmai dalle stazioni della Metropolitana, installare macchinette-emettitrici dei biglietti. A Salerno invece lo è, le stazioni ne sono sprovviste e nessuno se ne preoccupa. Salerno quindi non è la città turistica di cui molti blaterano. Né gli amministratori possono illudersi che le sole “Luci d’artista”, l’attrazione temporanea di un mese, facciano diventare la città meta turistica tutto l’anno. Le luci, si sa, servono per illuminare. E se c’è da illuminare, vuol dire che tutt’intorno c’è buio, specialmente nel cervello di alcuni che dovrebbero illuminarci.

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