Ance: «Tassi bancari da usura»

La denuncia nel vertice anti-crisi in Prefettura. Persi 25mila posti in provincia di Salerno

I numeri della crisi sono sempre più drammatici: in Italia ammontano ad 840mila le persone che hanno perso il posto di lavoro, 97mila in Campania e circa 25mila nella sola provincia di Salerno, alias un quarto dell’intera regione. L’edilizia è in ginocchio, il commercio peggio, con l’usura che schizza alle stelle superando tassi di interesse del 150 per cento. Un tasto dolente, quest’ultimo, che il presidente Ance Antonio Lombardi ha voluto rimarcare, sottolineando, a margine del vertice anti-crisi tenuto ieri in Prefettura, alla presenza di imprenditori e sindacati, il ruolo svolto dagli istituti di credito. «E’ emblematico e sintomatico dell’estrema gravità della situazione il fatto che il prefetto, in presenza di rappresentanti dei rappresentanti dell’Abi e della Banca d’Italia abbia evidenziato le difficoltà che la Prefettura incontra nell’accesso ad informazioni e delucidazioni relative a pratiche ed istruttorie, e la scarsa collaborazione del mondo salernitano del credito, al punto da fermare ogni attività di monitoraggio, ispettiva o di controllo». Proprio dall’Ance - che ha puntato il dito contro le banche - è stato lanciato l’allarme usura: «Abbiamo individuato i fattori di criticità relativi ad addebiti, spesso illogici ed arbitrari, operati da diversi istituti di credito e che portano gli interessi sugli scoperti al di là dei limiti anti-usura. Per questo abbiamo invocato l’intervento della Prefettura ed auspicato un confronto costante anche con la Guardia di Finanza e le autorità inquirenti per le opportune verifiche ed i conseguenziali provvedimenti. Urgono iniziative forti affinché le banche si assumano le loro responsabilità, allentino una stretta creditizia che non ha alcuna giustificazione, e smobilitino risorse per il comparto».

La richiesta di convocazione alla Prefettura di un tavolo istituzionale anti-crisi era arrivata da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ieri mattina alla riunione presieduta dal prefetto Gerarda Maria Pantalone, c’erano Cia, Casartigiani, Claai, Unimpresa, Cna, Cidec, Ance, Acs, Federconsumatori, Codacons, Adiconsum, Confartigianato, Confesercenti, Confagricoltura, Coldiretti, i responsabili locali di Inps, Banca d’Italia, e Direzione provinciale del Lavoro oltre ai rappresentanti di Comune e Provincia. Diverse le maxi aree cui dedicare dei veri e propri gruppi di lavoro: credito, industria, sburocratizzazione, agricoltura, politiche del welfare e servizi accorpando sanità, trasporti e rifiuti. Si partirà il 30 luglio, sempre in Prefettura, quando si discuterà insieme a Comune e Provincia, responsabili locali dell’Abi e delle Banche rurali e il presidente dell’Ance dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Il secondo incontro è invece calendarizzato per settembre quando ci si dedicherà alla sburocratizzazione dei rapporti tra le imprese e i cittadini con gli enti locali. «La riunione è stata decisamente utile- ha commentato il presidente di Confindustria Mauro Maccauro- È fondamentale che l’ufficio di governo pungoli le istituzioni competenti affinchè siano d’aiuto per le imprese. A volte ci sono ritardi scandalosi, basti pensare che per ottenere un certificato antimafia si aspettano anche otto mesi».

«Nel salernitano- ha fatto notare Anselmo Botte della Cgil - 25mila persone hanno perso il lavoro. I rischi sono tanti,uno fra tutti l’usura, salita del 150 per cento. Stesso discorso per gli ammortizzatori sociali per la cui erogazione passano mesi e intanto la gente si toglie la vita». Soddisfatto il segretario Cisl Matteo Buono. «Il confronto- ha detto- è stato proficuo». Chiede invece un maggiore coinvolgimento della forze dell’ordine Guido Arzano, in qualità di rappresentante di Confcommercio. «Purtroppo- ha osservato- c’è bisogno di un’azione di controllo e repressione di fenomeni illegali più incisiva e capillare. Poi mi aspetto un atteggiamento più responsabile da parte di molti, fra questi coloro che avevano promesso posti di lavoro attraverso la grande distribuzione, promesse trasformate in illusioni». Fra i progetti immaginati dai rappresentanti sindacali anche un collegamento fra il comparto agricolo della Piana del Sele e l’industria agroalimentare dell’Agro nocerino sarnese.

Carmen Incisivo

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