LA SENTENZA

Amalfi, niente “albergo” nel vecchio Seminario

I giudici del Consiglio di Stato bocciano il ricorso di Savarese che comprò il complesso dalla Curia: sfuma la casa d’ospitalità

AMALFI - L'ex seminario di Amalfi non diventerà una casa di ospitalità religiosa. È quanto stabilito dal Consiglio di Stato che ha respinto il ricorso in appello presentato dall'imprenditore Luigi Savarese , che ha impugnato la sentenza di primo grado favorevole al Comune di Amalfi, verdetto che, nel 2018, aveva bloccato i lavori che avrebbero trasformato la struttura in una casa di ospitalità religiosa, per verificare l'eventuale cambio di destinazione dell'edificio. Nel maggio 2019 sulla vicenda si erano espressi i giudici salernitani del Tribunale amministrativo regionale della Campania, che avevano già respinto il ricorso dell’imprenditore considerando che la conversione in casa religiosa di ospitalità va considerata nell’ambito della categoria turistico-ricettiva.

Gli avvocati di Savarese hanno presentato un ricorso in appello al Consiglio di Stato, avanzando l'ipotesi che non dalle attuali risultanze catastali (categoria B/5: scuole e laboratori scientifici) ma dal pregresso accatastamento l'ex seminario era da considerarsi equiparabile a collegi e convitti, educandati e ricoveri. Per questo motivo l’originaria destinazione non sarebbe mai venuta meno anche in caso di trasformazione della struttura in casa di ospitalità religiosa. I giudici del Consiglio di Stato non condividono una tesi simile, poiché «o è dirimente il dato catastale, ed è pacifico in atti che l’immobile sia classificato come B/5, o deve essere dato rilievo al dato sostanziale». In buona sostanza se il complesso è stato predisposto per ospitare una scuola non può essere trasformato in casa di ospitalità religiosa se non attraverso un cambio di destinazione d'uso.

La storia recente dell'ex seminario di Amalfi è quanto mai complessa. Era il 2008 quando la Provincia di Salerno rilasciò il fabbricato, fino ad allora adibito ad uso scolastico, in attesa che iniziassero i lavori di ristrutturazione e adeguamento, al fine di poter ospitare nuovamente gli studenti a lavori ultimati. Nel settembre del 2012 ci fu un’intesa tra la Provincia di Salerno e la Curia. Poco meno di un anno dopo partirono i lavori di ristrutturazione, conclusi nel 2016. Successivamente, però, la Provincia decise di fare un passo indietro, senza rispettare, di fatto, il contratto di pre-locazione. Si sono susseguiti discussioni, scontri e proteste degli alunni fino all’ultimo atto: l’incontro tra l’allora presidente della Provincia di Salerno Giuseppe Canfora e l’arcivescovo della Diocesi di Cava- Amalfi, monsignor Orazio Soricelli . Purtroppo, però, anche l’ultimo tentativo di trovare un punto d’incontro per dare una struttura adeguata agli studenti della Costiera Amalfitana, fallì.

A questo punto la Curia riuscì a trovare un accordo con Savarese, a luglio del 2017, per trasformare la struttura in una casa di accoglienza per fedeli. A febbraio del 2018, però, l’ufficio tecnico comunale ha ordinato il divieto a proseguire l’intervento per verificare la natura dello stesso e dell’eventuale cambio di destinazione della struttura. Da questo momento è iniziata una battaglia legale tra l'imprenditore sorrentino e il Comune di Amalfi, passata prima per la sentenza del Tar che ha respinto il ricorso di Savarese e poi per il ricorso al Consiglio di Stato che ha ritenuto definitivamente infondato il ricorso, respingendo anche la richiesta di risarcimento dei danni. Il futuro del complesso posizionato nel cuore di Amalfi è tutto da riscrivere.

Salvatore Serio