LA LETTERA

Ai cari studenti del liceo “da Vinci”...

Care ragazze e cari ragazzi del Liceo da Vinci, Vi scrivo dal giornale della vostra città per ringraziarvi per la tristezza che avete, per la pena che provate. Sono un maestro di 65 anni. Sono papà e nonno. Ho frequentato ragazzi come voi tutta la vita in tanti quartieri e città d'Italia e del mondo. E amo la scuola perché è una delle poche comunità che ci rimangono. Vi scrivo per dirvi poche parole su quel che è successo alla vostra cara compagna e amica Melissa e su come vi sentite. Avete ragione di essere così tristi e fate bene ad esserlo e a provare la profonda, terribile disperazione che sentite dentro. Avete ragione perché la morte di una persona così giovane priva ogni cosa di senso. La morte, una morte così ancora di più, crea vuoto, desolazione, spaesamento, solitudine, tristezza. Non sono sentimenti facili da avere e da tenere. Siete persone sensibili, crescete come Melissa con la vita davanti e ecco che le cose si fermano. So che non è facile vivere questa cosa. Alla vostra stessa età l'ho provata anche io. Morì un mio compagno, di nome Gaetano. Avevamo 16 anni. E tutto mi è sembrato perso. La morte è assoluta e vederla colpire in un attimo una persona così vicina e della stessa età non si può spiegare. So che i vostri prof vi stanno vicino e insieme state vicino alla famiglia di Melissa. Quando succedono queste cose sembra tutto inutile ma una comunità che si unisce e che si stringe insieme nel dolore e che affianca una famiglia dà forza e serve a guardare la morte, che è la cosa più difficile che c'è. Cosa potete fare oltre a stringervi insieme, esprimere dolore, parlare? Intanto questa è già una cosa grande. Per una mamma e un papà vedere che tanti ragazzi esprimono amore verso la loro ragazza è una cosa bella. Sembra non servire e non consola ma è una cosa bella. Per una città vedere la sensibilità della sua gioventù è un segno di speranza che in silenzio, piano piano, affianca il dolore e la pena. Per chi di voi crede si può pregare e chiedersi di 'sorella morte', del suo mistero e augurare cose buone a Melissa che si trova in questo mistero. Per chi non crede e anche per chi crede si può serbare memoria e farlo a lungo. Oggi ho ricordato Gaetano con voi, dopo 50 anni. In qualche modo la memoria porta dentro di noi le persone che si perdono e permettono loro, in qualche modo, di accompagnarci nella vita. Vi farà tristezza e fatica ma starete vicino alla famiglia di Melissa, sarete uniti nel farlo. E diventerete più grandi e sarete mano mano più capaci di vivere le cose della vita, tutte. Di questa fatica in tante persone adulte vi diciamo grazie.