IL COMMENTO

Aeroporto: opera necessaria frenata da interessi e miopie politiche

Di Alessandro Turchi

Sarà la volta buona? Forse, ma solo forse, il fantomatico aeroporto di Salerno, cioè di Pontecagnano, il Costa d’Amalfi, potrebbe essere completato e diventare, quindi, il vero punto di forza del turismo salernitano. Parliamo di un hub tanto auspicato e agognato dagli operatori del settore, ma anche da tanti amministratori e cittadini desiderosi di vedere la nostra provincia proiettata nel settore del turismo internazionale e dei voli low cost. Un’operazione sofferta, un parto difficile, per tanti motivi che non stiamo qua a ricordare, non ultimo la necessità di investire altro denaro per potenziare la struttura, in particolare la pista di volo, che deve essere adattata ad ogni tipologia di aereo. Un piano di sviluppo incerto e spesso modificato in itinere in questi anni, con poche garanzie in termini di traffico potenziale e con il rischio, più volte ventilato, della guerra possibile con l’aeroporto di Napoli Capodichino.

Un progetto osteggiato da tanti politici nel corso degli anni, un progetto che ha visto muoversi interesse contrapposti, come se non ci dovesse essere un motivo primario evidente ad avere un secondo scalo nella regione d’Italia più popolosa dopo Lombardia e Lazio, come se fosse un’opera inutile e non un volano di sviluppo così importante, in un territorio che ha la necessità assoluta di crescere, sia in termini di Pil, sia in termini di interscambio culturale.

È forse il caso di ricordare che la regione n Lombardia, di aeroporti, ne ha quattro? E che le meno popolose Veneto ed Emilia Romagna ne contano tre a testa? Questa volta pare che l’operazione sia un po’ più vicina alla soluzione, infatti si susseguono a ritmo incalzante notizie di firme, di intese, di scadenze da onorare, di promesse, speriamo non solo elettorali, visto che a fine mese avranno luogo le consultazioni europee. Non sappiamo se sia o no la volta buona, ma siamo certi che, se così fosse, per Salerno, l’Agro Nocerino, la Piana del Sele, i Picentini, il Tanagro, il Cilento, potrebbe essere una grande vittoria, una notizia di grande rilevanza, dato che la realizzazione di una simile opera potrebbe significare migliaia di occupati in più nel settore terziario, grazie allo sviluppo del turismo, del commercio e dell’indotto.

Se ci fosse un titolo azionario denominato Salerno, dopo il susseguirsi di “rumors” del genere, lo vedremmo schizzare in alto, invece, come sempre, prevale la paura per l’eterna lotta fra interessi particolari e interessi generali, fra la politica di piccolo cabotaggio e la lungimiranza di pochi, con il risultato possibile di non saper cogliere questa grande opportunità. Avranno il sopravvento, ancora una volta, la “politica politicante”, gli intrighi di corte, gli interessi privati, magari mascherati da battaglie ecologiste, col risultato di lasciare ancora una volta la nostra Regione, e Salerno in particolare, isolate a combattere battaglie di retroguardia per il turismo?