Un messaggio di speranza che si leva dal cuore della città mariana per abbracciare i confini del mondo intero. Papa Leone XIV, in visita a Pompei, ha concluso la solenne celebrazione eucaristica in piazza San Bartolo Longo con un appello vibrante contro i conflitti e la rassegnazione, richiamando migliaia di fedeli alla potenza della preghiera.
Il monumento alla pace di San Bartolo Longo
Il Pontefice ha iniziato la sua riflessione citando l’eredità del fondatore del Santuario. La facciata della Basilica, concepita da San Bartolo Longo come un vero e proprio “monumento alla pace”, è diventata nelle parole del Papa il simbolo di un impegno che non può venire meno, specialmente in tempi di cronache segnate dal dolore.
«Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono», ha affermato il Santo Padre, invitando i credenti a guardare oltre il pessimismo e a credere nella capacità trasformatrice della fede.
La Supplica: fede “onnipotente per grazia”
Nel momento centrale dell’omelia, Leone XIV ha invocato l’intercessione della Vergine del Rosario. Citando ancora il Beato Bartolo Longo, il Papa ha definito Maria come «onnipotente per grazia», ricordando che la preghiera fatta con fede ha la forza di superare ogni ostacolo umano.
L’auspicio del Papa è stato rivolto direttamente ai centri del potere mondiale: «Venga dal Dio della pace un’effusione sovrabbondante di misericordia, che tocchi i cuori, plachi i rancori e gli odi fratricidi, illumini quanti hanno speciali responsabilità di governo». Un richiamo chiaro e diretto alla responsabilità dei leader politici nel perseguire soluzioni diplomatiche e pacifiche.
Solo l’amore divino può salvare il mondo
La conclusione dell’omelia ha toccato le corde più profonde della teologia cattolica, contrapponendo la fragilità dei poteri mondani alla solidità del messaggio evangelico. Il monito del Pontefice è risuonato con forza tra i fedeli presenti in piazza: «Nessuna potenza terrena salverà il mondo, ma solo la potenza divina dell’amore, che Gesù, il Signore, ci ha rivelato e donato».
L’invito finale a credere, sperare e seguire Cristo chiude una giornata storica per Pompei, ribadendo il ruolo del Santuario come faro di spiritualità e diplomazia della pace in un’epoca di incertezze globali.

