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Cava de’ Tirreni, tornano a casa i Cherubini del Settecento: erano stati rubati nel 1984

Un intrigo internazionale: da Monaco di Baviera a New York
Cava de’ Tirreni, tornano a casa i Cherubini del Settecento: erano stati rubati nel 1984

Un’attesa durata oltre quattro decenni giunge finalmente al termine. Questo pomeriggio, alle ore 19:00, la comunità di Cava de’ Tirreni riabbraccerà un pezzo prezioso del proprio patrimonio artistico e devozionale. In esecuzione di un decreto di dissequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Napoli restituiranno ufficialmente alla Chiesa del Santissimo Salvatore una scultura lignea policroma raffigurante una coppia di teste di cherubini.

L’opera, risalente al XVIII secolo, era stata trafugata il 15 novembre 1984, scomparendo nel nulla per quarant’anni e lasciando un vuoto nel corredo decorativo della statua della Madonna del Rosario.

Un intrigo internazionale: da Monaco di Baviera a New York

Il recupero della scultura è il risultato di un’articolata attività investigativa che ha ricostruito un vero e proprio “viaggio” internazionale dell’opera. I cherubini, dopo il furto nel Salernitano, erano stati inseriti in un complesso circuito commerciale illegale.

Secondo le indagini, la scultura era inizialmente apparsa presso una casa d’aste a Monaco di Baviera, in Germania. Qui era stata acquistata da un antiquario di Piano di Sorrento che, successivamente, l’aveva rivenduta a un cittadino residente negli Stati Uniti, il tutto in totale assenza della necessaria licenza di esportazione.

La cooperazione con gli USA e il rientro in Italia

La svolta definitiva è arrivata grazie alla sinergia tra la Procura oplontina e le autorità americane. Una volta localizzata l’opera oltreoceano, i Carabinieri del TPC hanno attivato le procedure per il sequestro e il rimpatrio.

Lo scorso 21 ottobre, in una cerimonia simbolica, la scultura religiosa è stata consegnata dalle autorità statunitensi al Console Generale d’Italia a New York. Da lì, il prezioso manufatto ligneo ha iniziato il suo ultimo viaggio verso la Campania, per tornare nella nicchia da cui era stato strappato nel lontano 1984.

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