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Processo coop, gli operai e i “lavoretti” a casa dei politici di Salerno

di Salvatore De Napoli
Svelati gli appostamenti della Mobile: traslochi da De Luca con gli addetti della “3SSS”, idraulico di una “sociale” da Napoli
Processo coop, gli operai e i “lavoretti” a casa dei politici di Salerno

Dal punto di vista penale non emerge nulla di rilevante. Dalle ricostruzioni – come accaduto anche per altre circostanze ben più impattanti sull’inchiesta – non si comprende se queste operazioni siano state pagate o meno. Ma dalle oltre 200 pagine delle motivazioni sulla sentenza della seconda sezione penale del tribunale di Salerno (presidente Lucia Casale) con cui è arrivata l’assoluzione da tutte le accuse per l’ex assessore alle Politiche sociali del Comune di Salerno, Nino Savastano, e la condanna a due anni per i soli capi relativi alla turbativa d’asta per l’imprenditore Fiorenzo “Vittorio” Zoccola, scagionando entrambi dall’accusa di corruzione elettorale, emergono alcuni episodi sull’impiego “improprio” delle maestranze delle cooperative sociali.

Segno di quello che può essere interpretato come un semplice “malcostume” diffuso: gli addetti che dovevano occuparsi della manutenzione del verde pubblico, infatti, più volte sono stati notati nelle abitazioni di politici dell’Ente di Palazzo Guerra. E in queste visite hanno eseguito dei “lavoretti”. Il tutto era emerso, già in parte, nell’ordinanza che, nell’ottobre del 2021, fece scattare le misure cautelari, facendo tremare il Municipio del capoluogo fin dentro le fondamenta. Nel corso del dibattimento, poi, queste “visite” sono state ulteriormente dettagliate. Nel processo, infatti, sono stati sviscerati i verbali di appostamento e osservazione della Squadra Mobile.

Da questi emerge che il 15 giugno del 2020 gli agenti della Mobile ripresero alcuni operai delle coop, accompagnati da Emanuele Zoccola (figlio di Fiorenzo) mentre prendevano masserizie dall’abitazione che era stata della defunta madre dell’ex governatore Vincenzo De Luca: il materiale venne caricato su un furgone in uso alle società del “dominus” delle coop e portato all’isola ecologica. Il giorno dopo, invece, fu documentato un ulteriore trasporto di materiale dall’abitazione del fratello di De Luca: operazione eseguita con un mezzo della cooperativa “3SS” e da tre operai che poi trasferirono il materiale sempre all’isola ecologica. Il furgone, poi, al termine delle operazioni venne parcheggiato nei pressi dell’abitazione di Zoccola.

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