Novantaquattro anni di reclusione per dieci spacciatori legati al sodalizio criminoso di Daniele e Mario Ruggiero. La sentenza del giudice Brigida Cavasino ha sorpreso molti degli avvocati presenti in tribunale a Salerno, alla fine dell’udienza di ieri mattina. Il primo “shock” inatteso ha riguardato i capi promotori dello spaccio di droga al rione Paterno e nel centro di Eboli.
Daniele Ruggiero ha ricevuto una condanna a 20 anni di reclusione, superando il nipote Mario Ruggiero che di anni ne dovrà scontare 15, oltre a 10 mesi di reclusione. Il pm Maria Benincasa, alla fine della sua requisitoria, aveva chiesto 10 anni per Daniele Ruggiero e 18 anni per Mario. Il giudice Cavasino non è stata “tenera” nemmeno con la compagna avellinese di Daniele Ruggiero: Josephine Di Conza dovrà scontare 10 anni e otto mesi.
La spacciatrice irpina divenne famosa, nel mondo dei pusher ebolitani, quando la Guardia di Finanza le trovò 100 mila euro negli scatoli delle scarpe in un sottoscala di una palazzina popolare che si affaccia lungo il viale Amendola. Quello fu il primo episodio investigativo rilevante che poi portò alla “scoperta” dell’associazione a delinquere. Scoperta avvenuta con telecamare nascoste davanti a un bar del centro e al circolo di Mario Ruggiero (al Paterno), oltre alle “cimici” piazzate nelle auto dei capi e dei pusher più attivi del sodalizio.

