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Battipaglia, Gerardo scomparso da un anno: «Il conto da pagare sarà atroce»

di Alessandro Mosca
La lettera di madre e familiari del 54enne a un anno dalla sparizione: «Impossibile che non si sappia nulla dopo tutto questo tempo»
Battipaglia, Gerardo scomparso da un anno: «Il conto da pagare sarà atroce»

«Il non sapere fa più male di qualsiasi cosa. E non sapremo se ci sarà mai una rassegnazione, probabilmente no, perché non c’è giustificazione a tutto ciò». Inizia così, con un urlo soffocato dalla dignità ma intriso di un dolore lacerante, la lettera che la famiglia di Gerardo Locuratolo ha inviato alla redazione del quotidiano “la Città”. Una frase che sembra una sentenza di condanna per chi resta: condannati all’attesa, al dubbio.
È la condizione di tante vite che si sono fermate a quella maledetta notte tra il 16 e il 17 aprile del 2025: esattamente un anno fa, infatti, il 54enne di Battipaglia svaniva nel nulla, risucchiato da un cono d’ombra che si allunga tra i canali, le strade poderali e i terreni sconfinati della Piana del Sele. Un giallo che per dodici mesi ha mobilizzato le forze dell’ordine, arrivando pure alla ribalta delle tv nazionali, senza però restituire un solo frammento di verità. Gerardo, un uomo conosciuto, un volto della comunità battipagliese e non solo, è diventato un fantasma in una terra che, troppo spesso, impara a tacere.
Un anno di attesa, ansie, punti interrogativi. L’ultimo contatto che il 54enne battipagliese ebbe con i suoi familiari fu una rassicurazione telefonica all’anziana madre: «Sto accompagnando una persona a Cioffi, poi torno». Una frase di routine che oggi, però, risuona quasi come un presagio. Chi era quella persona? È questo il buco nero dell’inchiesta, il giallo che avanti da tempo. Pochi giorni dopo, il ritrovamento della sua Volkswagen Polo a Borgo San Cesareo, nel comune di Albanella, ha trasformato la speranza di ritrovare Gerardo sano e salvo in autentica inquietudine. Le quattro ruote della vettura, infatti, erano state squarciate. Non un incidente, non un guasto, ma – probabilmente – un atto punitivo, forse il tentativo di immobilizzarlo e far muovere il 54enne di Battipaglia da quel luogo. All’interno dell’abitacolo furono ritrovati i documenti e un bonifico. Nessuna traccia di lotta, nessun segno di sangue. Le ricerche della Procura si siano concentrate sui tabulati telefonici e sui fondali dei fiumi Sele e Calore senza però dare alcun esito.
Ma oggi, a rompere questa cortina di silenzio ed esprimere quest’indicibile dolore che va avanti esattamente da un anno, è la voce dei familiari. Nella lettera inviata alla redazione del quotidiano “la Città” rivolgono un appello disperato a chiunque possa aver visto o sentito qualcosa. «Qui a casa, da quando te ne sei andato, il tempo sembra essersi fermato», scrivono la madre e i congiunti in un passaggio della loro missiva. «Ci manchi tantissimo, la tua assenza è una sensazione strana, figlia della moltitudine di pensieri e di ricordi che ormai da un anno ci rimbombano nei pensieri. La tua mancanza la sentono tutti, sei nei cuori di ogni singola persona che ti ha conosciuto e non».
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