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Salerno, l’odissea piazza Cavour: «Lo stop ai box fu legittimo»

I garage interrati cancellati, il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar: «Contratto rotto, l’area è da liberare. E sui danni tocca al tribunale ordinario»
Salerno, l’odissea piazza Cavour: «Lo stop ai box fu legittimo»

L’area di cantiere di piazza Cavour deve essere liberata e l’annullamento del contratto deciso dal Comune di Salerno è legittimo. La vicenda infinita dello slargo sventrato nel cuore del lungomare e della mancata realizzazione dei box interrati scrive un’altra pagina: a pochi giorni dall’ok al documento di indirizzo alla progettazione per completare l’intervento di restyling dell’area, un “buco nero” ormai da anni, è stata pubblicata la sentenza della quarta sezione del Consiglio di Stato (presidente Luigi Carbone) che ha respinto il ricorso presentato dalla società Parking Cavour Salerno contro la sentenza dell’aprile del 2024 in cui il Tar di Salerno aveva respinto l’istanza avanzata dai privati cui fu assegnato l’intervento di project financing che avevano chiesto la cancellazione dello stop all’opera arrivata dagli uffici di Palazzo Guerra.
Nella sentenza del Consiglio di Stato, viene riepilogata tutta l’articolatissima vicenda, iniziata nel gennaio del 2018 con la firma sulla convenzione per la realizzazione dei box interrati e poi mai realizzati, fra contestazioni e accuse di inadempienze da entrambe le parti che hanno fatto finire la vicenda sia al tribunale amministrativo che a quello civile dove è in corso la causa per la richiesta di risarcimento dei danni da parte dei privati. Dopo l’annullamento del contratto, la Parking Cavour presentò ricorso al Tar che si dichiarò incompetente sulla richiesta proprio dei danni (questione che, come detto, adesso è pendente davanti al tribunale civile di Salerno) ma anche sull’annullamento del contratto. Di fatto, i giudici intimarono soltanto ai privati di lasciare libera l’area di cantiere.
Decisioni che, adesso, sono state confermate in toto dai giudici d’appello del tribunale amministrativo. La quarta sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto infondate le contestazioni rispetto alla decisione sul difetto di giurisdizione della giustizia amministrativa in favore dell’autorità giudiziaria ordinaria.
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