Notte di puro terrore nell’agro ebolitano. Un’abitazione in via Giancarlo Siani è stata teatro di una rapina violentissima, orchestrata da una banda di malviventi che non ha esitato a usare la forza per raggiungere i propri scopi. Un episodio che riporta al centro del dibattito la sicurezza nelle zone più isolate della città, dove il silenzio della campagna è stato interrotto dalle grida di una vittima impotente.
L’irruzione e l’incubo del sequestro in casa
Il blitz è scattato nell’oscurità: quattro uomini hanno fatto irruzione nell’abitazione del malcapitato proprietario. Quello che doveva essere un normale furto si è trasformato rapidamente in un episodio da “Arancia Meccanica”. La vittima è stata prontamente bloccata e immobilizzata con dei legacci, costretta a subire la violenza dei rapinatori mentre questi setacciavano ogni angolo della casa alla ricerca di bottino.
Bottino e fuga: l’auto ritrovata a pochi chilometri
Dopo aver “ripulito” l’appartamento, portando via denaro contante e oggetti preziosi, i criminali si sono dileguati. Per assicurarsi una fuga rapida, il gruppo ha utilizzato l’auto dello stesso proprietario. Il veicolo, tuttavia, non è andato lontano: i malviventi lo hanno abbandonato a pochi chilometri di distanza dal luogo del delitto, probabilmente per salire a bordo di un secondo mezzo “pulito” e far perdere definitivamente le proprie tracce.
Caccia ai tre “energumeni”: le descrizioni dei testimoni
Le prime testimonianze raccolte delineano un profilo inquietante del commando. Almeno tre dei componenti della banda sono stati descritti come uomini di stazza imponente, veri e propri “energumeni” alti e muscolosi. Questa fisicità, unita alla rapidità d’azione, suggerisce la presenza di professionisti del crimine che conoscevano bene come muoversi per intimidire la vittima e agire indisturbati.
Indagini in corso: i Carabinieri setacciano l’agro ebolitano
Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri di Eboli e della stazione di Santa Cecilia. Le operazioni sono coordinate dal Capitano Greta Gentili, che sta guidando i rilievi scientifici e la raccolta di eventuali filmati di videosorveglianza nelle arterie limitrofe. La sfida principale per gli inquirenti resta l’ubicazione dell’immobile: la zona isolata di via Siani, purtroppo, offre poche testimonianze oculari e molteplici vie di fuga tra i campi, complicando la ricostruzione esatta del percorso dei fuggitivi.

