Tutti rivolgono lo sguardo verso l’alto: osservano quell’insegna spuntata negli ultimi giorni, capace di svelare quello che, in fondo, era ormai un segreto di Pulcinella. A Torrione Alto, nel rione che fa da cerniera tra il centro cittadino e la zona orientale, molti ormai sapevano cosa stesse accadendo a pochi passi dall’uscita della tangenziale. Ma c’era bisogno di una conferma ufficiale, un elemento rivelativo che mettesse fine ai sussurri iniziati mesi fa tra i tavolini dei bar e i marciapiedi del quartiere. In una Salerno che si sbriciola e si trasforma – talvolta attraverso interventi edilizi volutamente silenziosi, fatti passare sotto traccia – accade così che un luogo di culto profondamente radicato nel cuore dei fedeli venga alienato.
Quella che per decenni è stata una parrocchia, oggi viene snaturata nelle sue funzioni per diventare una “casa del commiato”: una struttura privata dedicata all’ultimo saluto ai defunti. Succede negli spazi che un tempo ospitavano la chiesa di San Giovanni Battista, un pezzo di storia legato indissolubilmente alla figura di don Luigi Zoccola, il sacerdote scomparso nel giorno di San Matteo di dieci anni fa che nessuno, da queste parti, ha mai dimenticato.

