I sacrifici chiesti alle tasche dei salernitani e l’insieme delle misure contenute nel cosiddetto “Salva Salerno” hanno portato il debito delle casse comunali da 169,9 milioni di euro (accertato con il rendiconto 2021) a 117,5 milioni, con il recupero di 52,5 milioni di euro in tre anni. Per la parte del debito ancora da ripianare (70,3 milioni) saranno coperti dal contributo statale (cui vanno aggiunti i 9,8 milioni del 2024) che sarà erogato fino al 2033. I rimanenti 47,2 milioni saranno prodotti dallo sforzo fiscale dei cittadini che dovranno pagare ancora la massima addizionale della parte comunale dell’Irpef.
Numeri e proiezioni future che sono contenuti all’interno della relazione al Parlamento sui “Comuni in situazione di crisi finanziaria” della Sezione delle autonomie della Corte dei Conti che dedica un paragrafo al comune di Salerno, con una particolare attenzione agli strumenti innovativi che sono stati inseriti all’interno del piano di rientro dal debito che è stato soprattutto “figlio” dell’ex assessora al Bilancio, Paola Adinolfi.

