La ricerca scientifica campana varca i confini nazionali e punta dritta al cuore delle malattie genetiche rare. Presso la Sala Conferenze della Fondazione EBRIS di Salerno, si è tenuto il kick-off meeting di MiCrO_Care, un ambizioso progetto che mette in rete le eccellenze di Salerno, Napoli e degli Stati Uniti per studiare le cromatinopatie e migliorare la vita dei pazienti.
Una sinergia internazionale tra Salerno, Napoli e gli USA
Il progetto MiCrO_Care non è solo un acronimo, ma una vera e propria “cordata scientifica” sostenuta dalla Regione Campania. Il partenariato vede come capofila il Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche (DMMBM) dell’Università Federico II di Napoli, guidato dal Prof. Antonio Feliciello, con il supporto del Distretto Tecnologico Campania Bioscience e la collaborazione strategica della Fondazione EBRIS di Salerno. Un asse scientifico che trasforma il Mezzogiorno in un hub internazionale per lo studio della trascrizione epigenetica.
La “rivoluzione” della conoscenza: oltre le malattie di massa
Durante l’incontro, il vicepresidente di EBRIS, Giulio Corrivetti, ha sottolineato come l’approccio alla ricerca stia cambiando radicalmente. Se un tempo l’attenzione era focalizzata quasi esclusivamente sulle grandi patologie di massa, oggi la scienza sta vivendo una rivoluzione simile a quella dell’intelligenza artificiale, aprendo nuovi orizzonti nel campo delle malattie rare. L’obiettivo è decodificare i meccanismi complessi che regolano l’espressione dei geni, offrendo risposte a chi, fino a ieri, non ne aveva.
Sindrome di Kabuki e DiGeorge: il paziente al centro della ricerca
Sotto la responsabilità scientifica del Prof. Giuseppe Merla (Federico II), MiCrO_Care si concentrerà su due patologie specifiche: la sindrome di Kabuki e la sindrome di DiGeorge. Pur avendo origini genetiche differenti, queste malattie presentano tratti comuni, spesso accompagnati da gravi disturbi gastrointestinali. Per questo motivo, la ricerca non guarderà solo al DNA, ma anche al microbiota intestinale, cercando di capire come i batteri che popolano il nostro corpo possano influenzare la gravità dei sintomi e la risposta terapeutica.
Intelligenza Artificiale e Organoidi: le nuove frontiere terapeutiche
La metodologia di MiCrO_Care è all’avanguardia: i ricercatori utilizzeranno organoidi cerebrali e cardiaci 3D (modelli di organi creati in laboratorio dalle cellule staminali dei pazienti) integrando analisi multi-omiche e sistemi di Intelligenza Artificiale. Come spiegato da Alessandra Marenna (EBRIS), l’obiettivo finale è personalizzare le cure, magari passando proprio attraverso la manipolazione dei batteri intestinali per favorire il benessere globale del paziente. Un passo concreto verso la medicina di precisione, che vede la Fondazione guidata da Alessio Fasano in prima linea nello studio dell’asse cervello-organi.

