Hanno seminato il terrore lungo l’asse autostradale, fra l’A2 e il raccordo Salerno-Avellino, agendo con la precisione di chi sa dove colpire e con la ferocia di chi non teme reazioni. Poi, il paradosso che trasforma una notte di razzie in una fuga scomposta, quasi grottesca: sono rimasti senza benzina. Proprio loro che, per l’intera notte, avevano tenuto sotto scacco i distributori di carburante. L’emergenza sicurezza a Salerno e nel comprensorio aggiunge un’ulteriore pagina di un periodo sempre più “caldo”.
La firma è quella di una banda di professionisti, almeno all’apparenza: tre uomini, italiani, volto travisato dai passamontagna e una pistola impugnata con freddezza. Il bilancio di una notte di follia tra le corsie della A2 e il cuore del capoluogo parla di due colpi messi a segno e un bottino che sfiora i 2mila euro. Ma è il finale della storia a rendere la vicenda ancora più particolare: i rapinatori, infatti, hanno dovuto abbandonare l’auto utilizzata per i colpi nel cuore del capoluogo, dandosi alla fuga a piedi. Erano rimasti a secco di carburante.

