Un vero e proprio deposito di lamiere a cielo aperto, pronto a trasformarsi in una bomba ecologica. I Carabinieri della stazione di Montecorvino Pugliano, in sinergia con il nucleo Forestale di Giffoni Valle Piana, hanno portato alla luce una maxi discarica abusiva nel cuore del salernitano. L’operazione ha permesso di interrompere un’attività illecita che minacciava gravemente l’integrità ambientale del territorio.
Il blitz dei Carabinieri e il ritrovamento delle 50 carcasse
Durante un controllo mirato al contrasto dei reati ambientali, i militari hanno individuato un terreno di proprietà privata, esteso per circa 850 metri quadrati, trasformato in un deposito non autorizzato. Al suo interno sono stati rinvenuti circa 50 autoveicoli abbandonati in pessimo stato.
Le vetture, ammassate l’una sull’altra o lasciate a marcire sul suolo nudo, rappresentavano uno spettacolo di degrado che ha spinto i Carabinieri a un approfondimento immediato della posizione del proprietario del fondo.
Inquinamento e rischio incendio: i pericoli per il territorio
Ciò che preoccupa maggiormente le autorità non è solo l’impatto visivo, ma il concreto rischio di inquinamento. I veicoli, esposti da tempo alle intemperie, contenevano ancora liquidi refrigeranti, oli esausti e componenti pericolosi. La totale assenza di impermeabilizzazione del terreno ha reso l’area vulnerabile: le sostanze tossiche avrebbero potuto infiltrarsi nel suolo e raggiungere le falde acquifere del sottosuolo.
Oltre al danno ambientale, i militari hanno evidenziato un elevato pericolo di incendio. La presenza di materiali infiammabili e la gestione caotica del deposito avrebbero potuto innescare roghi difficili da domare, mettendo a rischio le aree limitrofe.
Spunta un’auto rubata: scattano denunce e sigilli
Il quadro investigativo si è aggravato durante l’identificazione dei telai. Tra le 50 carcasse, infatti, una vettura è risultata rubata. Questo dettaglio ha trasformato una già grave violazione ambientale in un caso di rilevanza penale ancora più profonda.
L’intera area di 850 mq è stata posta sotto sequestro preventivo. Il possessore del terreno è stato denunciato in stato di libertà e dovrà rispondere dei reati di:
- Realizzazione di discarica di rifiuti non autorizzata;
- Ricettazione (in relazione al veicolo provento di furto).
L’attenzione dei Carabinieri Forestali resta altissima per prevenire che simili siti diventino piaghe insanabili per l’ecosistema locale.

