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Fonderie, la frenata di Pisano: «Adeguamenti Bat in 4 anni»

di Eleonora Tedesco
Stop all’Aia, la proprietà: «Pronti alle migliorie ma si rispettino i tempi previsti dalla legge»
Fonderie, la frenata di Pisano: «Adeguamenti Bat in 4 anni»

Al ritorno dall’incontro in Regione Campania di martedì, incassato un primo segnale di interesse alla partita della delocalizzazione delle Fonderie Pisano, gli operai hanno incontrato subito la proprietà e, in particolare, Ciro Pisano. E a loro l’ingegnere ha spiegato di avere sì pronto il progetto di fonderia decarbonizzata da realizzare lontano da Fratte ma anche di essere in attesa di una convocazione dalla Regione, a maggior ragione di fronte al preavviso di diniego dell’Aia alle cui obiezioni e controdeduzioni stanno lavorando avvocati e consulenti dell’azienda. In tutto dieci giorni per dimostrare che i rilievi rispetto al mancato rispetto delle Bat (le migliori tecnologie disponibili) avanzati durante la Conferenza dei servizi hanno soprattutto necessità di tempo per nuovi investimenti e per adeguarsi, pur restando il fatto che uno stabilimento degli anni Sessanta deve comunque essere dismesso e la produzione delocalizzata.

Argomenti che saranno contenuti nelle controdeduzioni che saranno inviate alla Regione e che, secondo pareri tecnici, saranno anche l’ossatura delle argomentazioni del ricorso che i Pisano avanzeranno al Tar in caso il rifiuto dell’Aia sarà confermato. «La normativa – spiega Pisano – stabilisce che le imprese abbiano quattro anni dalla pubblicazione delle Bat Conclusions per adeguarsi ai nuovi limiti di emissione vincolante e questo termine scade a novembre 2028. Il nostro progetto di adeguamento segue un cronoprogramma rigoroso che tiene conto della complessità ingegneristica degli interventi necessari per raggiungere i limiti estremamente sfidanti richiesti dall’autorità competente. La Regione Campania, invece, pretende un adeguamento immediato, ignorando i tempi tecnici necessari per la realizzazione degli impianti. Il percorso di adeguamento alla nuova normativa deve essere un percorso condiviso, sostenibile e rispettoso della legge, non un pretesto per chiudere una azienda».

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