A seguito di una pubblica udienza e in base al dispositivo n. 2528/2026, è stato esaminato un ricorso presentato da due contribuenti di Napoli contro l’Agenzia delle Entrate riguardo alla classificazione catastale di un’unità immobiliare. I ricorrenti, supportati dall’Abbac, hanno contestato l’avviso di accertamento che ha modificato la categoria catastale da A/2 a D/2, sostenendo l’insufficienza della motivazione dell’atto e l’inadeguatezza della nuova classificazione. I contribuenti hanno evidenziato che l’immobile in questione, pur avendo sei camere ciascuna con bagno, è destinato a uso abitativo e non alberghiero. Hanno quindi richiesto l’annullamento dell’avviso di accertamento, argomentando che non vi è stato un cambiamento di destinazione d’uso. L’Ufficio ha difeso la propria posizione, affermando la correttezza della classificazione D/2 basata sulle caratteristiche dell’immobile. La Corte ha accolto il ricorso, sottolineando la necessità di una motivazione adeguata per l’avviso di accertamento. È emerso che l’Ufficio non ha fornito prove sufficienti per giustificare tale scelta.
«Emergono chiaramente i punti che abbiamo ripetutamente sostenuto con ricorsi vinti in molti casi», ha commentato il presidente dell’Abbac, Agostino Ingenito. «Le normative regionali sono chiare. La fretta di alcuni comuni, come quello di Napoli, di modificare l’assetto urbanistico degli immobili rischia solo di generare confusione. Riteniamo che, in base a queste sentenze e impugnazioni, l’amministrazione comunale debba rivedere la delibera approvata in tutta fretta lo scorso dicembre». Ingenito ha auspicato un dialogo costruttivo, lamentando che il vicesindaco ha ridimensionato questo aspetto sia nella forma che nella sostanza. Ha quindi invitato i consiglieri comunali, chiamati a valutare il provvedimento, a effettuare attente verifiche. «Il turismo è una fonte economica rilevante per la città. Le molteplici variabili modificano rapidamente il mercato turistico, e va accompagnato, non bloccato, per evitare rischi di speculazione».
Il presidente ha aggiunto che il provvedimento della giunta è stato troppo frettoloso e che, in particolare per gli immobili residenziali, rischia di generare caos, vanificando gli sforzi legittimi dell’ente nel tutelare la residenzialità e garantire alloggi abitativi. «Siamo ancora in tempo per rivedere la delibera; per questo chiediamo alla giunta di convocare un tavolo per esaminare a fondo i provvedimenti previsti, auspicando una revisione di alcuni commi che già stanno generando centinaia di osservazioni e malessere tra gli operatori ricettivi onesti e in regola», ha spiegato Ingenito che ha quindi concluso: «Non si può ambire a una città di grandi eventi mondiali e nel contempo ridimensionare un settore che offre opportunità alla città, che altrimenti non avrebbe posti letto sufficienti. Ciò che è davvero necessario è mettere in campo task force contro l’abusivismo e le speculazioni che riguardano l’extralberghiero e le affittanze».

