I dossi rallentatori tornano al centro del dibattito nella frazione di Baronissi, in particolare nella comunità di Sava. Dopo la rimozione dei dissuasori di velocità avvenuta in seguito a una petizione popolare, ora una parte dei cittadini chiede di reinstallarli per motivi di sicurezza stradale.
La rimozione dopo la petizione dei residenti
I dissuasori erano stati installati lungo via Maggiore, arteria che conduce al centro di Sava e, in direzione opposta, verso la chiesa di Sant’Agnese e le frazioni di Caprecano e Sava.
La scelta risaliva alla precedente amministrazione comunale guidata dall’ex sindaco Gianfranco Valiante, nell’ambito di un piano di sicurezza urbana che aveva interessato diverse zone del territorio.
Tuttavia, una parte dei residenti aveva promosso una raccolta firme per chiederne la rimozione, giudicandoli troppo rumorosi, soprattutto al passaggio di camion e mezzi pesanti, con conseguente disturbo nelle ore di riposo. Il Comune aveva quindi deciso di accogliere la richiesta e rimuovere i dossi.
Ora la richiesta opposta: “Servono per la sicurezza”
La situazione, però, si è ribaltata. Un altro gruppo di cittadini lamenta oggi un aumento dei rischi per la propria incolumità a causa dell’eccessiva velocità delle auto. A farsi portavoce delle segnalazioni sono stati i consiglieri comunali di minoranza Marco Picarone e Carmine Santoro.
I due esponenti dell’opposizione hanno chiesto ufficialmente il ripristino dei dissuasori in via Maggiore, parlando di «innumerevoli segnalazioni da parte dei cittadini che ogni giorno affrontano il pericolo di essere investiti per la troppa velocità».
L’appello al vicesindaco Galdi
Nel mirino dell’interrogazione politica anche la sicurezza di via Convento, dove – secondo i consiglieri – si sarebbero già verificati incidenti, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Picarone e Santoro hanno quindi chiesto al vicesindaco Luca Galdi, con delega all’Urbanistica, di intervenire per ripristinare e completare i dissuasori nelle zone ritenute più pericolose.
«Nei centri abitati la prudenza non è mai troppa – sottolineano – e i cittadini meritano di essere ascoltati e rispettati».
La replica dell’amministrazione
Dal canto suo, il vicesindaco Galdi ha ricordato che i dossi erano già presenti fino alla piazza e che furono rimossi proprio in seguito a una petizione dei residenti contrari:
«Protestavano soprattutto per il rumore dei camion. Appare strano che ora venga chiesto di ripristinarli».
Una dichiarazione che fotografa bene il paradosso della vicenda: la stessa comunità oggi appare spaccata tra chi teme il traffico veloce e chi, invece, denuncia i disagi acustici causati dai rallentatori.
Un confronto ancora aperto
Il caso di Sava evidenzia la difficoltà di conciliare sicurezza stradale e qualità della vita. La questione resta ora sul tavolo politico e amministrativo, in attesa di una decisione che possa mediare tra le esigenze contrapposte dei residenti.

