Aveva trovato il coraggio di confessare fra le lacrime gli abusi subiti alle zie. E l’ha ribadito altre due volte. La sua vocina è stata “catturata” in tre registrazioni che sono state alla base delle indagini condotte dalla Procura di Salerno e che sono state il punto di partenza per fermare le violenze, assicurare alla giustizia l’uomo che aveva trasformato la sua vita in un incubo.
È il racconto choc di una bimba salernitana di sette anni, costretta a subire le angherie dal convivente della madre. La tristissima vicenda, sfociata lo scorso settembre nell’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per l’accusa di violenza sessuale aggravata, emerge da una sentenza della Cassazione che ha rigettato il ricorso presentato dall’uomo con cui veniva chiesto l’annullamento del provvedimento del tribunale del Riesame di Salerno che aveva confermato la misura cautelare emessa dal gip.

