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Salerno, case popolari: scontro e sgomberi

di Eleonora Tedesco
Il “campo largo” all’attacco di De Luca. E proseguono i controlli
Salerno, case popolari: scontro e sgomberi

Il tema del diritto alla casa e la crisi del mercato immobiliare diventano subito terreno di scontro nella campagna elettorale comunale di Salerno. Nel mirino finisce il nuovo “piano casa” inserito nel programma del candidato sindaco Vincenzo De Luca, contestato duramente dalle forze che compongono il cosiddetto “campo larghissimo” cittadino, seppur senza Pd e Psi.

“Operazione di propaganda”: la critica al piano casa

Secondo le forze politiche e civiche che si oppongono alla proposta, il piano casa rappresenterebbe «un’operazione di pura propaganda che arriva dopo trent’anni di scelte sbagliate, costruite sulla rendita privata e non sul diritto dei cittadini».
Nel documento diffuso congiuntamente, le varie anime del fronte alternativo parlano di una città segnata da prezzi di vendita fuori mercato, affitti inaccessibili e giovani lavoratori costretti a lasciare Salerno.

“Previsioni demografiche false e colate di cemento”

La pianificazione urbanistica viene definita «piegata per anni da previsioni demografiche false e irreali», con l’obiettivo – secondo i critici – di giustificare nuove costruzioni mentre la popolazione diminuiva costantemente.
Lo spopolamento, sottolineano, è un dato strutturale ignorato per continuare ad autorizzare nuove volumetrie e speculazioni edilizie, senza occuparsi seriamente del patrimonio esistente, come nel caso delle case popolari di Sant’Eustachio, dove permane l’emergenza amianto.

Le forze politiche schierate contro il piano

Tra i soggetti che contestano l’impostazione urbanistica figurano Movimento 5 Stelle, Italia Viva, Azione, Sinistra italiana, Noi di Centro, Salerno in Comune, Semplice Salerno, Casa riformista, Oltre, Popolari e moderati, oltre alle associazioni Salute e Vita e Popolari e moderati.
Per queste realtà, «non si è investito un solo euro in edilizia pubblica e sociale» e non si è fatto nulla per tutelare chi cerca casa per viverci e non per speculare.

Sgomberi e nuovo bando per le case popolari

Sul fronte dell’edilizia residenziale pubblica, intanto, proseguono gli sgomberi degli alloggi occupati abusivamente, che potranno così essere assegnati ai legittimi aventi diritto in graduatoria.
È atteso per il 9 marzo l’avvio del nuovo bando regionale per l’ERP, che consentirà l’accesso a una nuova graduatoria per le assegnazioni.

L’emergenza manutenzione nelle palazzine popolari

Resta però irrisolta la questione delle manutenzioni: molti edifici popolari presentano ascensori guasti o inesistenti e condizioni strutturali critiche. In numerosi casi gli appartamenti risultano fatiscenti, alimentando un’emergenza abitativa che si somma al caro-affitti e alla carenza di alloggi disponibili.

“Serve una nuova politica dell’abitare”

La richiesta che arriva dal fronte critico è quella di «voltare pagina», puntando su una politica dell’abitare fondata su dati reali, interesse collettivo e dignità della persona, superando un modello urbanistico che, a loro avviso, ha prodotto solo disuguaglianze e precarietà abitativa.

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