Che la casa circondariale di Salerno sia oramai una piazza di spaccio, come ammesso anche dalla Procura, e un “call center”, visto il gran numero di smartphone utilizzati dai detenuti, è cosa nota. Tant’è che ieri mattina è andata in scena, su richiesta della direzione del carcere, un’ispezione straordinaria, a cui hanno preso parte uomini del reparto di polizia penitenziaria in forza all’istituto, personale a supporto inviato dal Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per la Campania, unità cinofile del corpo e sono stato impiegati anche alcuni dispositivi jammer, ovvero disturbatori di frequenze.
Prima che i baschi azzurri potessero entrare all’interno delle celle, però, è passato del tempo. Perché i detenuti si sono resi conto di cosa stava accadendo e hanno inscenato, alle prime luci dell’alba, una contestazione chiassosa che ha fatto temere anche il peggio. È stata, infatti, inscenata la cosiddetta “battitura”, ossia battere con mestoli e pentole contro le inferriate delle celle, in segno di protesta. Un escamotage messo in scena, secondo molti, per ritardare le verifiche, in modo da organizzarsi e, soprattutto, per liberarsi di “merce” illegale. Le verifiche, comunque, hanno permesso di rinvenire e sequestrare alcuni smartphone e diversa sostanza stupefacente. E non solo. Perché, a quanto pare, sarebbe stato disposto anche il trasferimento immediato dei detenuti più facinorosi.
Come confermato dal direttore del penitenziario, Carlo Brunetti, il rumore a tratti assordante era per protestare contro la perquisizione in atto all’interno delle celle. «Si è trattata di una perquisizione di routine svolta all’alba che certamente ha disturbato per l’ora i nostri ospiti per essere stati svegliati così presto».

