Un’unica cabina di regia per governare il turismo in uno dei territori più vasti e complessi del Mezzogiorno. È questa la direzione indicata dall’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni che, mercoledì 16 febbraio, ha portato a Napoli la propria visione strategica nel corso di un vertice programmatico con l’assessore regionale al Turismo Enzo Maraio, presso la sede della Regione Campania. Al centro del confronto, la necessità di compiere un salto di qualità nella governance turistica, superando frammentazioni e particolarismi locali per trasformare l’immenso patrimonio naturale e culturale dell’area protetta in un motore stabile di sviluppo economico sostenibile. Un passaggio politico non secondario, che chiama in causa equilibri territoriali, capacità di programmazione e visione strategica condivisa. Il tema cardine del tavolo tecnico è stato la costituzione di una DMO (Destination Management Organization), lo strumento ritenuto indispensabile per coordinare promozione, servizi e posizionamento sui mercati. Il presidente Giuseppe Coccorullo, affiancato dal direttore Romano Gregorio e dal vicepresidente Carmelo Stanziola, ha ribadito la linea dell’Ente: “Un’unica DMO per l’intero perimetro del Parco, senza distinzioni tra aree costiere e interne”. “Auspichiamo la formazione di una DMO unica per tutto il territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, poiché esso rappresenta un’unica destinazione turistica su scala nazionale e internazionale. – ha dichiarato il presidente Coccorullo – Il nostro invito resta quello di unire tutte le forze del territorio per realizzare una struttura solida e coesa”. Una presa di posizione che punta a superare l’attuale frammentazione dell’offerta e a costruire un brand territoriale integrato, capace di parlare con una sola voce sui mercati esteri e domestici. L’obiettivo politico è presentare il Cilento come sistema unitario, dove la costa, le vette degli Alburni e i borghi del Vallo di Diano siano parte di una narrazione coerente e riconoscibile.
Nel corso dell’incontro, l’Ente Parco ha illustrato anche le principali iniziative in cantiere per la valorizzazione dell’area protetta, sottolineando come le eccellenze ambientali e culturali rappresentino un asset strategico non solo locale ma regionale. Il patrimonio naturale si distingue per un mosaico di ecosistemi che spaziano dalle grotte carsiche alle faggete vetuste, dai sistemi dunali costieri alle aree montane ricche di biodiversità, habitat di specie rare e protette. Le spiagge pluripremiate per la qualità delle acque e i paesaggi ancora intatti costituiscono un elemento competitivo di primo piano in un mercato turistico sempre più orientato alla sostenibilità e all’esperienza autentica.
Accanto alla ricchezza ambientale, il patrimonio culturale offre una stratificazione millenaria: chiese rurali, conventi medievali, centri storici arroccati, siti archeologici e testimonianze della civiltà contadina che raccontano l’identità profonda del territorio.
Tradizioni enogastronomiche, riti religiosi e produzioni tipiche contribuiscono a rafforzare l’attrattività dell’area, configurando un modello di turismo esperienziale che integra natura, storia e comunità locali.
La sfida, ora, per l’Ente, è trasformare questa ricchezza diffusa in un sistema competitivo, capace di attrarre flussi qualificati e destagionalizzati, in un contesto nazionale in cui la competizione tra destinazioni è sempre più marcata. Il vertice di Napoli segna dunque un passaggio significativo nel dialogo istituzionale tra Parco e Regione.
Parco del Cilento: area protetta, sfida governance turistica
di Marianna Vallone
Un’unica cabina di regia per governare il turismo in uno dei territori più vasti e complessi del Mezzogiorno

- Pubblicato il 22 Febbraio 2026
- Tags: parco del cilento
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