Con il parere sfavorevole di Regione Campania, Asl Salerno e Arpac la Conferenza dei servizi si è conclusa con il preavviso di diniego dell’Autorizzazione integrata ambientale alle Fonderie Pisano. Ora, dal punto di vista delle procedure, devono trascorrere dieci giorni di tempo per dare modo di presentare eventuali controdeduzioni ed eccezioni e, a quel punto, sarà emesso un provvedimento definitivo che, stando alle dichiarazioni e al clima che si respira, sarà di conferma del diniego. E questo significa che lo stabilimento di Fratte dovrà cessare qualsiasi attività e chiudere. A quel punto, l’unica strada percorribile per riattivare le macchine sarà il ricorso alla giustizia amministrativa per chiedere una sospensiva del provvedimento.
È la sintesi della giornata in cui si è scritto un capitolo probabilmente decisivo sul futuro dello storico stabilimento di via dei Greci che, salvo colpi di scena, dovrà interrompere la sua attività. A pesare molto sui pareri negativi degli enti non solo i dati riferiti alle emissioni di diossina ma, per la prima volta, hanno avuto un ruolo fondamentale anche le segnalazioni che sono arrivate dai residenti, anche in riferimento agli odori che finora erano stati considerati una componente più che altro soggettiva. Nel complesso, comunque, anche il progetto di revamping presentato in questi ultimi venti giorni non sarebbe in grado di adeguarsi ad alcune delle Bat (le migliori tecnologie disponibili per azzerare l’impatto ambientale) più importanti. «La tutela della salute delle cittadine e dei cittadini, dell’ambiente e del territorio resta per la Regione un principio irrinunciabile. Allo stesso tempo – dichiara l’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, ieri presente al tavolo tenuto negli uffici di via Clark – confermo il massimo impegno istituzionale nel garantire attenzione e sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti».

