Sulla carta è in corso il congresso cittadino e provinciale del partito: quindi con il dibattito interno ancora aperto le trattative sono tutte rimandate. Questo sulla carta. Ma se, invece, il silenzio del Pd fosse una strategia per prendere tempo? Il tempo necessario a far saltare il “campo largo” senza doversi schierare per forza a sostegno di Vincenzo De Luca perché i tempi non sono sufficienti per una lista di partito e, allora, mani libere per una civica d’ispirazione progressista. Operazione che consentirebbe di far naufragare il campo largo senza che Salerno diventi un caso anche nazionale.
Nessun esponente cittadino dei “dem” dichiara ufficialmente voler stare col “gruppone” che si è presentato sabato scorso (con il Movimento 5 stelle per ora unico azionista di maggioranza) oppure con Vincenzo De Luca; e nemmeno i livelli regionali si sono mai espressi. «Il figlio non può rifiutare la candidatura al padre…», mormora qualcuno riferendosi al segretario del Pd campano Piero De Luca. Ma è vero anche che, al di là delle dichiarazioni di principio sul “campo largo”, la segretaria nazionale del partito, Elly Schlein, non ha mai espressamente assunto posizioni contro la candidatura di Vincenzo De Luca. Candidatura che, se avvenisse con la benedizione del Pd romperebbe, solo a Salerno, la coalizione vincitrice alle Regionali con l’elezione di Roberto Fico presidente.

