Oltre 366mila euro. È la cifra monstre che un docente universitario salernitano dovrà restituire all’Università “Federico II” di Napoli dopo la sentenza della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Campania (presidente Michele Oricchio) che ha condannato il prof per danno erariale. Il docente, infatti, è ritenuto “colpevole” di aver svolto attività libero professionale, incompatibile con il suo regime di lavoro a tempo pieno. Il provvedimento, depositato lo scorso 6 febbraio, chiude un lungo contenzioso avviato dalla Procura contabile regionale su segnalazione dello stesso Ateneo.
Secondo quanto ricostruito nelle indagini, infatti, il professore salernitano, medico e ricercatore in servizio a tempo pieno e in regime di esclusiva, per molti anni ha svolto attività professionali esterne senza alcun tipo di autorizzazione, omettendo di riversare all’Università i compensi percepiti. Le contestazioni, in particolare, riguardano un arco temporale compreso tra il 2009 e il 2018: il danno totale contestato dalla Procura era pari a 626mila euro per le varie attività “extra” svolte nel corso del periodo preso in considerazione. I giudici hanno ritenuto provato lo svolgimento continuativo e organizzato di attività libero-professionale extramuraria, sia attraverso una struttura associata tra medici sia mediante studi specialistici privati, ritenuti incompatibili con lo status di docente universitario a tempo pieno. Per queste attività è stato riconosciuto un danno pari a circa 286mila euro, corrispondente ai compensi incassati e mai riversati all’Ateneo.

