E’ stata la fucina dell’ingegno e del sapere artigianale che diventa industria; nelle fornaci dell’ex Salid il fuoco era la componente principale per forgiare quei mattoni che avevano una forma peculiare e caratteristica. Le fornaci sono spente, la produzione ha lasciato il passo a un parco urbano ma il fuoco è tornato, questa volta per distruggere non per creare valore.
Non ha causato danni alle strutture ma ha comunque incenerito tutti i documenti e gran parte delle mascherine anti Covid che vi erano stipate, l’incendio che è divampato nella serata di domenica. L’area non è stata sottoposta a sequestro giudiziario ma ora si cerca di capire quali siano state le cause del rogo, molto probabilmente di origine dolosa.
Un contributo fondamentale alle indagini affidate alla polizia municipale lo darà la relazione tecnica che i vigili del fuoco – arrivati tempestivamente per spegnere le fiamme – stanno stilando dopo sopralluoghi e rilievi ulteriori. Tra le ipotesi al vaglio, non si esclude che qualcuno abbia volutamente appiccato le fiamme ma si considera anche la possibilità che l’incendio sia divampato a causa del fuoco acceso da un senzatetto per tentare di riscaldarsi, considerando che il parco è spesso rifugio di umanità varia e di degrado di diverso genere. Ma non si esclude nemmeno che l’innesco dell’incendio sia stato causato da un problema o da un guasto all’impianto elettrico.

