Il Tribunale del Riesame di Salerno, in diversa composizione, “dovrà nuovamente pronunziarsi sulla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza”; i giudici saranno liberi di analizzare la “regiudicanda”, con l’unico limite “di adeguarsi all’interpretazione data alle questioni di diritto e di non riproporre i vizi già censurati in sede di legittimità”. Con questi paletti ben piazzati a delimitare il prossimo campo di valutazione, i giudici della Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione (presidente Luca Pistorelli, relatore Tiziano Masini) hanno accolto il ricorso dei difensori del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, gli avvocati Ilaria Criscuolo e Agostino De Caro, sollevando censure consistenti sulla valutazione degli indizi di colpevolezza a carico dell’ufficiale dell’Arma coinvolto nell’omicidio di Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore” ucciso in un agguato il 5 settembre del 2010 ad Acciaroli, mentre a bordo della sua auto faceva ritorno a casa. Insieme a Cagnazzo sono imputati con lui dinanzi al Gup di Salerno Lazzaro Cioffi, Giuseppe Cipriano e Romolo Ridosso (allo stabiese Giovanni Cafiero è contestato il solo reato di traffico di stupefacenti). E proprio in attesa di questa sentenza della Suprema Corte si è deciso appena tre giorni fa, di rinviare l’udienza preliminare al prossimo 27 marzo. Ora l’attesa sentenza è stata infine depositata e motivata; e con molte probabilità peserà – eccome – sull’esito di un eventuale, futuro processo.
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Omicidio Vassallo, pentiti inattendibili
di Tommaso Siani
La Cassazione "cancella" i gravi indizi

- Pubblicato il 1 Febbraio 2026
- Tags: angelo vassallo, cassazione, Fabio Cagnazzo, omicidio vassallo, pollica, salerno
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